Personaggi Enciclopedia

Túrin (Turambar)

Altri nomi:

Turambar, Spada Nera, Gorthol, Mormegil, Mormakil, Agarwaen, Thurin, Adanedhel, Neithan, Rúsitaurion, Turumart bo-Dhrauthodavros

Razza:

Uomini

Nascita:

464 Prima Era

Morte:

499 Prima Era

Famiglia:

Edain. Casa di Hador. Húrin (padre), Morwen Eledhwen (madre), Lalaith (sorella), Niënor (sorella), Niënor – Níniel (sposa)

Caratteristiche fisiche:

Capelli neri, occhi grigi tendenti all’azzurro, pelle bianco pallido, molto alto di statura

Lingua parlata:

Taliska, Sindarin

Poteri:

Nessuno. Considerato tra i più abili guerrieri uomini della storia. Possessore dell’ Elmo Drago del Dor-lómin, dotato di poteri magici che lo proteggevano dall’essere ferito e che incutevano terrore ai nemici

Eventi:

 

L’Infanzia Nel Doriath E La Morte Di Saeros

Nacque nel Dor-lómin da Húrin della Casa di Hador e da Morwen, della Casa di Bëor. Dopo la morte della giovane sorella, Lalaith, a cui Túrin era molto legato, diventò profondamente malinconico e non sorrise più per tutta la sua infanzia. Fu amico di Sador lo zoppo, che diventò suo mentore e attraverso il quale conobbe la storia dei popoli della Terra di Mezzo. Húrin fu fatto prigioniero da Melkor durante la Nirnaeth Arnoediad e l’Oscuro Signore scagliò una maledizione contro la sua famiglia, punendo l’uomo per non aver rivelato il luogo dove si trovava Gondolin. Morwen, ormai rassegnata dall’assenza del marito mai più tornato, mandò il giovane Túrin nel Doriath, affidandolo a Re Thingol, proteggendolo così dagli Esterlings di Brodda, che avevano invaso la regione. Il ragazzo fu trovato da Beleg nei boschi, bloccato dal sortilegio della Cintura di Melian e fu condotto a Menegroth. Qui, crebbe imparando le usanza dei Sindar e le abilità in battaglia, cresciuto come un principe elfico. Insieme a Mablung e Beleg, partecipò a numerose battaglie contro gli orchi di Morgoth che minacciavano il Doriath. A corte, Túrin ebbe degli scontri con l’elfo Saeros, uno dei cortigiani del Re e quest’ultimo tentò di uccidere l’uomo in un’imboscata, ma l’eroe riuscì a sventare l’attacco e Saeros fuggì impaurito trovando, poco dopo, la morte accidentalmente saltando da un dirupo.

 

La Banda Dei Fuorilegge E La Morte Di Beleg

Dopo l’accaduto, Túrin lasciò il Doriath e raggiunse il Brethil, dove si unì alla banda dei fuorilegge capitanata da Forweg. L’uomo si era unito alla compagnia per necessità e convenienza, ma non approvava i metodi brutali che utilizzavano. Infatti, quando assistette al tentativo di stupro di una giovane donna degli Haladin, Túrin non riuscì a trattenersi ed uccise l’aggressore, ma si accorse solo dopo che la vittima era Forweg. Fu così che Túrin divenne il nuovo capo della banda, conosciuta come “Gaurwaith”, a cui non fu più permesso di compiere feroci azioni contro altri uomini, ma la loro aggressività fu utilizzata da Túrin per combattere Morgoth e liberare quella regione dalle truppe di orchi. Grazie all’aiuto dell’Elmo di Drago, lasciatogli in eredità in quanto membro illustre della Casa di Hador, l’uomo divenne il terrore dei nemici, che tremavano alla sola vista dell’eroe. Nel Brethil, Túrin catturò il nano Mîm e si stabilì insieme alla sua banda nel colle di Amon Rûdh, dove dimorava il nanerottolo. Beleg raggiunse l’amico Túrin nel Brethil, ma Mîm tradì il gruppo per vendicare il proprio figlio, ucciso da un membro della banda e condusse gli orchi al colle, dove gli uomini  furono tutti sterminati, ad eccezione di Beleg, che riuscì a fuggire e di Túrin, che venne catturato. Beleg incontrò Gwindor, un elfo fuggito da Angband e con il suo aiuto attaccò l’accampamento degli orchi dove Túrin era stato fatto prigioniero e lo portò in salvo. L’uomo, incosciente dopo tante torture, al risveglio non riconobbe Beleg e lo uccise strappandogli la sua spada, Anglachel, donatagli da Re Thingol, e l’arma si spezzò. L’uomo, accortosi dell’orrore commesso, rimase paralizzato e fu condotto via da Gwindor verso il Nargothrond, il regno elfico da cui proveniva. Qui, l’eroe visse celando il suo vero nome, facendosi chiamare “Agarwaen” e i Noldor riforgiarono la spada Anglachel, ribattezzandola con il nome di “Gurthang” (Ferro di Morte).

 

La Caduta Del Nargothrond E La Morte Di Finduilas

Finduilas, figlia del re Orodreth, si innamorò di Túrin, anche se, anni prima, era stata promessa in sposa a Gwindor e per tale ragione, rispettoso dell’amico, l’uomo non ricambiò mai l’amore. Túrin convinse Orodreth a costruire un ponte di pietra davanti alle porte di Nargothrond, per permettere il passaggio delle truppe che avrebbero dovuto attaccare il nemico, ma poco dopo, tale scelta si rivelò una catastrofe, poiché il drago Glaurung attaccò la città, passando da quel ponte e ciò causò la caduta del Nargothrond. Il drago costrinse l’uomo a guardare la disfatta e a vedere portati via i prigionieri elfi in catene, tra cui Finduilas e fece credere all’eroe che la madre e la sorella stessero soffrendo la fame nel Dor-lómin, quando in realtà erano salve nel Doriath. Morwen e Niënor, venute a conoscenza della distruzione del Regno elfico, partirono per cercare di raggiungere Túrin, ma una volta arrivate in quel luogo, scortate da Mablung e dagli elfi Sindar, si imbatterono nel drago, che costrinse tutti alla fuga. Glaurung lanciò a Niënor un potente incantesimo che le cancellò la memoria e l’utilizzo della parola. Raggiunto il Dor-lómin, Túrin uccise Brodda e liberò quelle terre dagli Esterlings. Appresa la notizia della morte di Finduilas, Túrin svenne e fu condotto dagli uomini del Brethil, guidati da Dorlas, ad Ephel Brandir, una fortezza tra i boschi dove dimoravano gli uomini della Casa di Haleth. Qui, Túrin si fece chiamare “Turambar”, ovvero ” Padrone della Sorte”, tentando di combattere il fato che Morgoth aveva già deciso per la sua famiglia.

 

L’Incontro Con Niënor E La Morte Della Fanciulla

In occasione di un viaggio nei boschi, Túrin incontrò Niënor, nuda e priva di senno, ma non avendo mai visto la sorella, non la riconobbe. Le diede il nome di Níniel (Fanciulla in lacrime) e se ne innamorò, così come la fanciulla, facendo si che i due si sposassero poco dopo e che la donna rimanesse incinta. Dopo qualche tempo, Turambar decise di affrontare Glaurung che si era spostato nella regione ed insieme a Hunthor e Dorlas (il primo morì colpito da una roccia ed il secondo fuggì in preda alla paura) si diresse dal drago, riuscendo, infine, ad ucciderlo, colpendolo al ventre dopo essersi nascosto sotto il dirupo da cui sarebbe passata la creatura. Fu così, che colpito da alcuni schizzi di sangue avvelenato, le esalazioni del drago lo intossicarono, facendolo cadere in uno stato di morte apparente. Níniel, nonostante fosse incinta, decise di raggiungere il suo amato e quando lo vide a terra privo di sensi si disperò, credendolo morto e Glaurung con il suo ultimo respiro spezzò l’incantesimo, facendo si che la donna ricordasse tutto. Conscia dell’incesto che portava in grembo e in preda ad un dolore straziante, Niënor si gettò dalle cascate del Cabed-an-Aras, togliendosi la vita. Brandir, che aveva seguito la donna e di cui era innamorato, non poté che assistere impotente all’evento. Poco dopo, anche Túrin, riacquisì i sensi ed uccise Brandir, il quale avendogli rivelato la verità, non venne creduto e fu ritenuto responsabile della morte della sorella.

 

La Morte Di Túrin Turambar

L’eroe, però, avendo conosciuto lo stato dei fatti anche da Mablung, di cui si fidava, consapevole del male che aveva inflitto a tanti innocenti, decise anch’egli di togliersi la vita, uccidendosi con la sua stessa spada, Gurthang e, così, portò a termine il suo destino. Nel luogo dove morì Niënor, il cui corpo non fu mai ritrovato, venne eretto un tumulo per ricordare la fanciulla che più di tutti, insieme al fratello, fu ingannata e straziata nel profondo, vittima dell’orrore di Morgoth e delle guerre della Prima Era. Túrin fu seppellito dove giacevano le spoglie di Finduilas e sulla sua lapide fu scritto “Túrin, Padrone della sorte, uccisore di Glaurung”. Dopo la sconfitta di Morgoth nella Guerra d’Ira, tutte le terre del Beleriand sprofondarono nelle acque ad eccezione della tomba di Túrin e Niënor, per volere di Eru Ilùvatar. La profezia di Mandos narra che, quando Morgoth ritornerà per condurre la battaglia finale contro i Valar e i Figli di Iluvatar (La Dagor Dagorath), Túrin combatterà contro Morgoth e sarà egli, che più di tutti ha sofferto a causa dell’Oscuro Signore, ad ucciderlo, trapassandogli il cuore con la sua spada. In questo modo, i figli di Húrin e tutti gli uomini che sono morti a causa del male di Melkor, avranno infine vendetta.

Altri personaggi

error: Il contenuto è protetto!