Astaldo, Tulukhastāz, Poldórëa, Tulcus, Il Valoroso, Il Forte
Antecedente alla creazione di Arda
Ainur della stirpe dei Valar
In quanto Ainur poteva assumere diverse forme corporee. Scelse di apparire come un essere alto e possente, avente capelli biondi ed una folta barba
Valarin, Quenya e probabilmente altre lingue parlate in Arda
Anche se non facente parte degli Aratar (le otto potenze maggiori tra i Valar) egli fu considerato grande in potenza e la sua furia era temuta anche da Melkor. I suoi poteri furono la forza fisica e l’ineguagliabile abilità in battaglia, in quanto considerato il più forte lottatore tra gli Ainur. Fu l’unico ad atterrare Melkor più volte senza difficoltà. Il suo pugno era, infatti, in grado di sprigionare una forza che non aveva eguali e possedeva una velocità insuperabile in Arda, tanto da farlo spostare senza alcuna cavalcatura o mezzo
Fu l’ultima degli Ainur a scendere in Arda, dopo la creazione. Giunse nel mondo in supporto ai Valar nella Prima Battaglia Delle Potenze contro Melkor e davanti alla sua ira lo stesso Signore Oscuro fuggì. La sua sposa fu Nessa, sorella di Oromë. Dopo la nascita dei Primogeniti, fu tra i Valar che più spinsero per muovere guerra contro Morgoth ed imprigionarlo definitivamente. Partecipò alla Seconda Guerra Delle Potenze e dopo aver distrutto i cancelli di Utumno, atterrò Melkor con il suo micidiale pugno, consentendone la cattura. Fu tra i pochi a non credere al pentimento di Morgoth durante la sua prigionia a Valinor e non smise mai di provare rancore verso il malvagio Vala. Dopo la distruzione degli Alberi Della Luce di Valinor, partì all’inseguimento di Melkor, insieme ad Oromë, ma la scia di oscurità lasciata da Unguliant non permise ai Valar di trovarli. Tulkas sarà fondamentale negli eventi della Profezia di Mandos della Dagor Dagorath, poiché sferrerà il colpo definitivo che abbatterà Morgoth facendolo cadere sulla terra, dove Túrin darà il colpo di grazia al nemico.