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Tar-Palantir

Altri nomi:

Inziladûn

Razza:

Uomini

Nascita:

3035 Seconda Era

Morte:

3255 Seconda Era

Famiglia:

Uomini Dúnedain (Casa di Elros). Ar-Gimilzôr (padre), Inzilbëth (madre), Tar-Míriel (figlia), Gimilkhâd (fratello)

Caratteristiche fisiche:

Poche informazioni al riguardo

Lingua parlata:

Adûnaico, Probabilmente Quenya

Poteri:

Nessuno. Possedeva una durata della vita superiore ai comuni uomini

Eventi:

 

La Fedeltà Ai Valar

Tar-Palantir, a differenza del padre Ar-Gimilzôr, fu un grande sostenitore dei Valar e delle antiche leggi di Númenor. Durante il suo regno si impegnò affinché riuscisse a sistemare i problemi dei suoi predecessori, arginando la politica degli Uomini del Re, ma non riuscì perché ormai il malumore era ben radicato da tanti anni tra gli uomini dell’Ovesturia e le offese alle Potenze erano state troppo gravi. A causa di tale mancanza di venerazione ai Valar, i Re di Númenor finirono per non beneficiare più dell’antico dono fatto dalle Potenza agli Edain, facendo sì che la durata della loro vita fosse dimezzata.

 

Gli Scontri Con Gimilkhâd

Inzilbëth, madre di Tar-Palantir, apparteneva alla Casata dei Signori di Andunië e, per tale motivo, era fedele ai Valar. Palantir seguì gli insegnamenti della madre, piuttosto che quelli del padre, divenendo il primo Re, dopo molti anni, a voler abdicare, quando ancora in vita, in favore del successore. Inziladûn, suo nome iniziale, fu abbandonato in favore di Tar-Palantir, derivato dal Quenya, come segnale di rispetto ai Valar. Il Re, inoltre, abolì le leggi di persecuzione contro gli Elendili e tornò a celebrare i riti in onore di Eru sul Monte Meneltarma. Fu grazie a queste azioni, che l’albero bianco, Nimloth, tornò in parte a fiorire. Egli aveva, infatti, profetizzato che se l’albero avesse smesso per sempre di fiorire, anche la Linea di Elros si sarebbe estinta e, per tale ragione, tentò di tutto per preservare il suo popolo. Ma la maggioranza dei numenoreani non gradì questo ritorno alle vecchie leggi e il regno di Tar-Palantir fu continuamente scosso da rivolte, portate avanti dal fratello Gimilkhâd, padre di Ar-Pharazôn. Ormai sconfitto, Tar-Palantir si ritirò a lungo nella Torre di Foronstar, sperando di scorgere vele di navi elfiche in aiuto dall’Occidente, che però non arrivarono mai. Morì all’età di 220 anni, lasciando una sola figlia come erede, Míriel. Quest’ultima, non riuscì mai a regnare come regina, poiché fu usurpata al trono dal cugino Ar-Pharazôn.

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