Alla morte del padre, Tar-Palantir, Míriel sarebbe dovuta succedergli al trono di Númenor (secondo le leggi istituite anni prima da Tar-Aldarion, che permettevano anche alle figlie femmine di regnare), ma Ar-Pharazôn, suo cugino, la costrinse a sposarlo per poter usurpare il suo diritto a regnare. Questi la obbligò a cambiare il suo nome in Ar-Zimraphel, nonostante ella sposasse la politica dei Fedeli come il padre (per tale ragione viene ricordata come Tar-Míriel). Il regno di suo marito Ar-Pharazôn portò l’Isola degli Uomini dell’Ovesturia alla distruzione, poiché il potente Re di Númenor inviò un’immensa flotta verso Valinor per pretendere l’immortalità, sotto consiglio di Sauron, pur essendo a conoscenza del divieto delle Grandi Potenze. Ciò causò l’ira dei Valar, i quali si rivolsero ad Eru Ilúvatar, che decise di distruggere Númenor e confinare l’esercito di Ar-Pharazôn nelle Grotte degli Obliati. Durante il cataclisma, Tar-Míriel cercò di raggiungere la sacra cima del Meneltarma per trovare riparo, ma fu sommersa da una grande onda e morì. L’evento della distruzione dell’isola fu noto come “Akallabêth”.