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Sauron

Altri nomi:

Annatar, Mairon, Artano, Zigur, Aulendil, Thu, Thauron, Gorthaur Il Crudele

Razza:

Ainur (Maiar)

Nascita:

Antecedente alla creazione di Arda

Morte:

3019 Terza Era (Solo morte fisica, lo spirito torna a Valinor per essere giudicato)

Famiglia:

Ainur. Maia servitore di Aulë in principio, Diventò poi servo del Vala Morgoth

Caratteristiche fisiche:

Essendo un Mutaforma, Sauron poteva assumere diverse forme, belle o mostruose. Dopo l’Akallabêth, in cui venne coinvolto fisicamente, perse la facoltà completa di trasformarsi, riuscendo ad assumere solo forme malvagie

Lingua parlata:

Valarin, Lingua Nera, Ovestron, Quenya e probabilmente tutte le lingue dei popoli della Terra Di Mezzo

Poteri:

Grande intelligenza, Conoscenze nella fabbricazione di artefatti magici (in quanto servo di Aule), Estremamente intelligente, Abile Manipolatore (Specialmente degli uomini), Potente conoscitore di Magia Nera e Stregoneria, Mutaforma

Eventi:

 

Sauron Servo di Morgoth

In principio dimorava a Valinor come Maia servitore di Aulë, dove diventò abile nel creare oggetti magici. Venne, poi, corrotto da Morgoth e si ribellò ai Valar. Melkor lo mise al comando di Angband, una potente fortezza eretta tra le Ered Engrin, durante Gli Anni degli Alberi. Diventò il più potente servitore del Signore Oscuro ed il suo secondo in comando, seguito da Gothmog, Il Signore dei Balrog. Quando Melkor fu catturato durante la Seconda Guerra delle Potenze, Sauron riuscì a fuggire e a nascondersi dal giudizio dei Valar. Al ritorno di Morgoth, Sauron si unì al suo padrone nella lotta contro gli Elfi della Terra Di Mezzo, in quella che sarà conosciuta come “Guerra dei Gioielli”. A capo di un potente esercito, Sauron conquistò Tol-Sirion e ne fece la sua dimora come sede di lupi mannari, rinominandola Tol-in-Gaurhoth. Catturò Gorlim, uno dei compagni di Barahir, che torturò con il fine di farsi rivelare il nascondiglio del suo capitano, Barahir. Quest’ultimo morì durante il successivo attacco degli Orchi, che avevano scoperto da Gorlim il luogo dell’accampamento degli Uomini, ma suo figlio Beren sopravvisse e recuperò l’anello che indossava il padre, un artefatto che sarebbe stato tramandato nelle ere avvenire a tutti i suoi discendenti. Beren, dopo aver chiesto aiuto a Finrod per raggiungere Angband nell’impresa di recuperare un Silmaril, fu catturato insieme a quest’ultimo e imprigionato nelle segrete di Tol-in-Gaurhoth. Sauron fece uccidere tutti i soldati di Finrod dai Mannari e quando mandò il lupo da Beren, Finrod sacrificò la sua vita per salvarlo, uccidendo il lupo ma riportando ferite mortali. Dopo averli catturati, Sauron aveva iniziato un duello di magia con Finrod, nelle segrete della fortezza, uscendone vincitore. Successivamente, sopraggiunsero Lúthien e Huan, che riuscirono a salvare Beren dalla prigionia e il perfido Maia, assunta la forma di un enorme lupo, combatté contro il Mastino dei Valar, uscendone, però, gravemente ferito e sconfitto. Sauron, intimorito dal giudizio di Morgoth, fuggì dalla roccaforte per la vergogna e assunse la forma di un pipistrello vampiro. Dopo la sconfitta definitiva di Morgoth, in seguito alla Guerra d’Ira, Sauron si presentò al cospetto di Eönwë, Araldo di Manwë, pentendosi delle sue azioni, ma l’inviato di Valinor disse che doveva sottomettersi al giudizio delle Potenze. Sauron, intimorito dalle punizioni dei Valar, fuggì e scomparve per lunghissimo tempo.

 

La Seconda Era

Nella Seconda Era, riapparve nella Terra Di Mezzo ponendosi come obiettivo quello di diventare il nuove Signore Oscuro ed iniziò cercando di corrompere i popoli delle varie razze, in particolare gli Uomini dell’est e del sud, i più soggetti all’influenza malvagia, in quanto in passato la gente di queste terre era stata devota a Morgoth. Si costruì un proprio regno nella Terra di Mordor, erigendo la fortezza di Barad-dûr. Successivamente, assumendo le belle sembianze di un inviato dei Valar con il nome di Annatar, riuscì a soggiogare Celebrimbor e gli Elfi dell’Eregion, convincendoli a costruire gli Anelli Del Potere, che egli avrebbe donato alla varie razze per sottometterle. In segreto, infatti, l’Oscuro Sire forgiò l’Unico Anello in grado di dominarli tutti. Gli Elfi, si accorsero dell’inganno e nascosero i tre anelli più potenti che crearono per i loro reami. Sauron, infuriato, mosse guerra all’Eregion ed uccise Celebrimbor, facendo impalare il suo corpo come premio per le sue armate. Gil-galad e gli Elfi sopravvissuti vennero salvati dall’intervento dei Numenoreani, che sbarcarono in soccorso degli alleati con una imponente flotta, sotto ordine di Tar-Minastir, respingendo così i nemici. Avendo compreso il potere di Númenor, Sauron elaborò dei piani di vendetta contro i Dúnedain. Distribuì gli anelli presi in Eregion ai grandi signori degli Uomini, che corruppe facilmente fino a trasformarli nei Nazgûl, degli Spettri schiavi della sua volontà. Egli tentò di fare lo stesso con i 7 anelli dati ai Nani, ma quest’ultimi si rivelarono difficili da controllare.

 

La Caduta di Númenor

Negli anni a seguire, Ar-Pharazôn si impadronì del trono di Númenor e vedendo Sauron come una minaccia, sbarcò nel porto di Umbar con una gigantesca flotta, mettendo in ginocchio l’Oscuro Sire, che fu costretto alla resa. Sauron giurò, in cambio di clemenza, di sottomettersi a Númenor ed il re accettò, portandolo con se come prigioniero. Ma tale atto era stato architettato dal perfido Maia che, infatti, in poco tempo soggiogò la mente del Re e di molti numenoreani, portandoli all’adorazione di Morgoth e al ripudio verso i Valar. Ar-Pharazôn, spinto da tali credenze e dalla vecchiaia che incuteva paura della morte, mosse verso Valinor con la flotta più grande mai vista in Arda, con il fine di pretendere dalle Potenze il dono dell’immortalità, prerogativa concessa ai soli primogeniti di Ilúvatar. Ma Eru, distrusse la flotta e fece sprofondare l’intera isola di Númenor, provocando l’Akallabêth. Sauron ne rimase coinvolto nella sua forma corporea e non potè più assumere da allora sembianze benevole, ma solo malvagie e orrende. Affidandosi al potere dell’Unico Anello, in grado di renderlo quasi imbattibile, Sauron mosse di nuovo guerra alla Terra Di Mezzo e agli esuli Dúnedain, scampati al disastro di Númenor. Questi ultimi avevano creato i loro nuovi regni di Arnor e Gondor sotto la guida di Elendil e dei suoi due figli, Anárion ed Isildur. La Seconda Era si concluse con la sconfitta di Sauron nella Battaglia dell’Ultima Alleanza, dove Isildur tagliò il suo dito, impadronendosi dell’Anello. Lo spirito dell’Oscuro Sire era, però, legato all’Unico Anello e finché questo non fosse stato distrutto, il Signore di Mordor avrebbe continuato a seminare terrore nella terra di Mezzo.

 

La Terza Era

Fu così che egli si riorganizzò durante la Terza Era, dando inizio a quella che viene conosciuta come La Guerra dell’Anello, poiché Sauron aveva come costante pensiero quello di impadronirsi del malvagio artefatto da egli creato, così da riacquisire tutta la sua potenza. Prese prima residenza a Dol Guldur, sotto forma di Negromante, ma venne scacciato dalla fortezza dal Bianco Consiglio e costretto a ritornare a Mordor. Riuscì a catturare Gollum, essendo venuto a conoscenza che questi era stato a lungo il portatore del suo anello, ma la piccola creatura non portava con se l’artefatto e riuscì soltanto ad indicare al nemico il nome “Baggins”, poiché era stato Bilbo a sottrargli il suo “tesoro”. Dopo aver stretto alleanza con Saruman, utilizzandolo come burattino per i suoi scopi, al fine di intercettare L’anello nella Contea, Sauron, alla fine, fallì nel suo intento di distruggere i popoli liberi della Terra di Mezzo, venendo sconfitto in numerose battaglie, come nella Battaglia dei Cinque Eserciti della Montagna Solitaria, nella Battaglia dei Campi del Pelennor, presso Minas Tirith e, infine, nella Battaglia del Nero Cancello. Frodo, passando inosservato tra le pianure di Gorgoroth, riuscì a raggiungere il Monte Fato, ponendo, così, fine all’Unico Anello e al potere di Sauron, grazie all’intervento di Gollum, il quale dopo aver strappato a morsi il dito dello hobbit in cui indossava l’artefatto magico, cadde nel baratro tra le fiamme. Non si conosce l’epilogo relativo al malvagio Ainur, ma è probabile che il suo spirito sia stato giudicato dai Valar e punito come già accaduto per Morgoth.

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