Oššai, Yssion, Ošošai, Gaerys, Falman, Oth
Quando Arda venne creata, in seguito alla Musica degli Ainur, Ossë, inizialmente, fu tentato da Melkor, il quale promise al Maia il potere di Ulmo, quando l’Oscuro Sire avrebbe preso il dominio del mondo. La sposa di Ossë, Uinen, e il Vala Aulë, placarono il Maia del mare e lo riportarono sulla retta via. Da questo tentativo di corruzione derivava la sua natura rabbiosa, un lascito del male contagioso di Melkor, che spesso lo portava a generare tempeste anche contro il volere di Ulmo. Durante gli Anni degli Alberi, Ulmo fece riaffiorare in superficie un isola con il fine di utilizzarla per traghettare gli Elfi dalla Terra di Mezzo ad Aman. Una volta ancorata, la sua punta orientale si staccò quando ripartì verso Valinor e tale frammento divenne l’Isola di Balar. Quando l’isola giunse nel Continente Beato, fu Ossë ad ancorarla nella Baia di Eldamar e da allora fu nota come Tol Eressëa, la patria dei Teleri di Aman (i Falmari). Ossë era, infatti, amico di tutti i Teleri ed insegnò ad essi a costruire le navi e come gestire le onde. Fu amico di Círdan il Carpentiere, il più abile nella costruzioni della navi della Terra di Mezzo. Convinse molti dei Teleri (Falathrim e Sindar) a restare nella Terra di Mezzo, con cui egli era solito passare del tempo. Dopo il Fratricidio di Alqualondë compiuto da Fëanor, Ossë fu invocato da Re Olwë per punire i Noldor, ma il Maia, anche se propenso a farlo, non intervenne per ordine di Ulmo. Durante la Prima Era, Ossë sorvegliò a lungo le coste per far sì che nessuno dei Noldor della Terra di Mezzo ripartisse per Valinor senza il consenso dei Valar, poiché, dopo il tradimento, gli era stato imposto il divieto di ritornare nella terra a loro promessa. Grazie ad Ossë, dopo la Guerra D’Ira, fu portata a galla dalle profondità l’isola che ricevettero in dono gli Edain all’inizio della Seconda Era, che prese il nome di Númenor.