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Olwë

Altri nomi:

Volwë, Olue, Ellu Melemno

Razza:

Elfi

Nascita:

Probabilmente tra il 1050 e 1102 Anni degli Alberi

Morte:

Sconosciuta

Famiglia:

Elfi Teleri. Elfi Falmari di Tol Eressëa e di Alqualondë. Elwë (fratello), Eärwen (figlia)

Caratteristiche fisiche:

Poche informazioni al riguardo

Lingua parlata:

Quenya, Telerin, Sindarin

Poteri:

Immortale

Eventi:

 

La Vita Presso Le Coste Della Terra Di Mezzo

Olwë fu il fratello minore di Elwë, il quale fu conosciuto con il nome di Thingol e divenne il Sovrano degli Elfi del Doriath, il regno più potente del Beleriand fino ai giorni della venuta dei Noldor. Durante gli Anni degli Alberi, dopo essere tornato da Valinor in qualità di ambasciatore, Elwë, il cui compito affidatogli dai Valar era quello di convincere i Teleri a raggiungere il Continente Beato, si innamorò di Melian e sparì per molto tempo presso il Bosco di Nan Elmoth. Gran parte dei Teleri decisero, così, di riconoscere come loro Re il fratello, Olwë, il quale li condusse nelle coste in attesa di essere traghettati a Valinor. Presso le coste della Terra di Mezzo, Olwë e le sue schiere strinsero un forte legame con i Maiar Ossë e Uinen, che insegnarono loro l’arte della costruzione delle navi ed i segreti del mare.

 

Tol Eressëa E I Falmari

Molti anni dopo, Ulmo riportò nel Beleriand l’isola che aveva utilizzato per traghettare i Vanyar ed i Noldor ad Aman, i primi a raggiungere le Terre Immortali. Olwë e la sua gente poterono, così, raggiungere anch’essi Valinor. Tuttavia, alcuni Teleri non vollero lasciare la Terra di Mezzo, poiché non si rassegnarono alla scomparsa del loro vero Re, Elwë, e decisero di rimanere sotto la guida di Círdan, in attesa che il Re si rifacesse vivo. Successivamente, Olwë ed i Teleri raggiunsero la Baia di Eldamar a Valinor e decisero di rimanere sull’isola con cui vennero trasportati, la quale venne ancorata da Ulmo di fronte alle coste di Aman e divenne nota come Tol Eressëa. Qui i Teleri crebbero di numero e costruirono le loro prime città, con l’aiuto dei Noldor, e divennero noti come “Falmari”. Anni dopo, sotto la guida di Olwë, sbarcarono sulle coste di Aman ed edificarono la città di Alqualondë, conosciuta anche anche come “il Porto dei Cigni”. Eärwen, figlia di Olwë, sposò Finarfin dei Noldor, figlio di Finwë e da tale unione nacquero Finrod, Angrod, Aegnor e Galadriel.

 

Il Fratricidio Di Alqualondë

Attraverso tale unione, i Falmari sancirono la loro amicizia con i Noldor, con i quali collaborarono attivamente nella costruzione delle città. I rapporti, però, vennero distrutti definitivamente quando Fëanor, figlio di Finwë, corrotto dalle menzogne di Melkor, decise di partire alla volta della Terra di Mezzo per recuperare i Silmaril rubati dall’Oscuro Sire. Così, le schiere dei suoi seguaci Noldor decisero di raggiungere la città di Alqualondë, per convincere Olwë a concedere loro le navi per poter raggiungere il Beleriand. Il Re dei Falmari rifiutò la proposta, considerando una follia mettersi contro i Valar e fuggire dal Continente Beato. I Noldor attaccarono i loro fratelli Elfi e si macchiarono del più grave dei crimini, il fratricidio. I Falmari al servizio di Olwë, armati di soli archi e lance, non poterono nulla contro le schiere di Fëanor, equipaggiate con armature e spade forgiate dalla loro epica maestria. Da allora Olwë ed i Teleri ripudiarono per sempre la stirpe di Fëanor. Olwë invocò Ulmo affinché punisse i Noldor per i crimini compiuti, ma il Vala del Mare non rispose alle preghiere del Re, secondo quanto comandato da Manwë. Fu Ossë, però, a prestare udienza ad Olwë ed il potente Maia, infuriato per le tanti morti di innocenti ed il furto delle navi che egli aveva insegnato a costruire, scatenò una furiosa tempesta che affondò molte di queste, uccidendo tanti Noldor in viaggio verso il Beleriand. Dopo tali accadimenti, è ignoto il destino di Olwë, il quale rimase, probabilmente, il Sovrano dei Teleri di Aman.

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