Stirpe Barbelunghe. Glóin (fratello), Balin (cugino), Dwalin (cugino), Gimli (nipote)
Óin non partecipò alla Battaglia di Azanulbizar, in quanto era troppo giovane, ma seguì Thráin e suo figlio Thorin sugli Ered Luin. Nel 2941 Terza Era, si unì a Thorin e alla sua Compagnia nell’Avventura per la riconquista di Erebor. Venne rapito dai Troll Guglielmo, Berto e Maso, trasformati, poi, in pietra grazie all’intervento di Gandalf. Raggiunse Imladris, la dimora di Elrond, insieme ai compagni. Venne catturato dagli orchi delle Montagne Nebbiose insieme alla Compagnia di Thorin. Partecipò allo scontro con i Mannari. Fu ospitato da Beorn insieme a Gandalf, Bilbo e agli altri Nani. Venne catturato dagli Elfi Silvani a Bosco Atro e liberato dalle segrete del Reame Boscoso grazie all’intervento di Bilbo Baggins. Raggiunse Esgaroth, la città degli Uomini del lago e, successivamente, il Regno di Erebor. Partecipò alla Battaglia dei Cinque Eserciti, ai piedi della Montagna Solitaria. Partecipò al funerale di Thorin. Anni dopo, seguì il cugino Balin nell’impresa per la riconquista di Moria, ma morì cinque anni dopo, nel 2994 Terza Era, quando durante la Battaglia della Seconda Sala, guidò in fuga un gruppo di Nani verso le Porte di Durin e fu ucciso dall’Osservatore nell’Acqua. Della sua fine, così come quella di Balin, se ne verrà a conoscenza solo quando la Compagnia dell’Anello raggiungerà Moria, molti anni dopo.