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Mandos

Altri nomi:

Námo, Vefántur, Bannoth, Bannos, Badhron, Nefrea, Neoaerna Hlaford

Razza:

Ainur (Valar)

Nascita:

Antecedente alla creazione di Arda

Morte:

Immortale

Famiglia:

Ainur della stirpe dei Valar. Membro degli Aratar (le otto potenze maggiori tra i Valar). Membro dei Fëanturi (I Valar “Signori Degli Spiriti). Irmo (Fratello), Nienna (Sorella), Vairë (sposa)

Caratteristiche fisiche:

In quanto Ainur poteva assumere diverse forme corporee. Scelse di presentarsi come una grande figura scura, aventi occhi blu profondi e voce imperiosa

Lingua parlata:

Valarin, Quenya e probabilmente altre lingue parlate in Arda

Poteri:

Fu il giudice dei Valar ed aveva la facoltà di conoscere gli eventi futuri al pari di Manwë, ma non aveva una visione completa dei piani di Eru. Custode delle Aule di Mandos, luogo dove le anime dei morti appartenenti a Nani ed Elfi si radunavano in attesa della Dagor Dagorath. Fu l’unico tra i Valar, insieme a Manwë, a conoscere il destino delle anime degli uomini dopo la morte

Eventi:

 

La Maledizione Di Mandos

Insieme a Manwë fu colui il quale conosceva meglio il pensiero e la volontà di Ilúvatar. Si espresse in merito alla futura venuta dei primogeniti di Eru, gli Elfi, decretando che sarebbe stato loro destino venire al mondo sotto la luce delle stelle, il che spinse Varda alla loro creazione. Fu guardiano di Melkor, imprigionato per 3 Ere nelle sue Aule, dopo la Seconda Battaglia Delle Potenze. Dopo il fratricidio di Alqualondë ad opera di Fëanor, fu Mandos e maledire i Noldor che, per tale ragione, furono perseguitati dalla cattiva sorte per tutta la Prima Era, fino alla fine della Guerra Dei Gioielli.

 

L’Arrivo di Lúthien ed Eärendil

Quando Lúthien morì, il suo spirito raggiunse le Aule di Mandos e fu li che la dama Sindar intonò un canto in grado di provocare compassione al Signore del Destino, che mai prima d’allora era stato mosso da tale sentimento. Dopo aver chiesto permesso a Manwë e ad Eru, Mandos concesse a Lúthien la possibilità di ritornare sulla Terra di Mezzo come mortale, insieme al suo amato Beren, per vivere una lunga vita e, una volta spenti, entrambi avrebbero avuto la stessa sorte riservata alle anime degli Uomini. Mosso dal suo carattere rigido, Mandos chiese di giustiziare Eärendil quando raggiunse Valinor per convincere i Valar ad aiutare la Terra di Mezzo, poiché era proibito ai mortali mettere piede nel Continente Beato. Manwë accettò, infine, le richieste dell’uomo e aiutò i popoli contro Morgoth. Dopo la Guerra d’Ira, i Noldor furono finalmente perdonati e la Maledizione di Mandos si spezzò per sempre.

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