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Maeglin

Altri nomi:

Lómion

Razza:

Elfi

Nascita:

320 Prima era

Morte:

510 Prima Era

Famiglia:

Elfi Noldor di Gondolin (dal lato della madre), Elfi Teleri/Avari (dal lato del padre). Eöl (padre), Aredhel (madre)

Caratteristiche fisiche:

Alto, capelli neri, occhi grigi

Lingua parlata:

Quenya, Sindarin

Poteri:

Immortale. Grande conoscenza dei minerali e della metallurgia

Eventi:

 

L’Infanzia A Nan Elmoth

Maeglin nacque da Eöl e Aredhel, sorella di Turgon, durante la Prima Era. La dama Noldor, decise un giorno di lasciare Gondolin in cerca di libertà e per andare a trovare i suoi cugini, Curufin e Celegorm, figli di Fëanor. In tale occasione, ella si perse nel bosco di Nan Elmoth ed Eöl, innamoratosi di lei al solo sguardo, le lanciò un incantesimo che la legò a lui, costringendola a sposarlo. Maeglin crebbe forte ed imparò le arti da fabbro tramandate dal padre, che seguì in molti dei suoi viaggi presso i Nani di Belegost e Nogrod, con cui L’Elfo Scuro aveva rapporti di amicizia e di scambio sulle arti della forgiatura. Eöl provò in tutti i modi a trasmettere al giovane l’odio che egli provava per i Noldor, ma Maeglin era più legato alla madre ed era solito ascoltare, quando il padre era assente, le vicende che ella narrava legate alla stirpe di Fingolfin e ai tempi antichi. Affascinato dalla possibilità di diventare un principe di Gondolin, in quanto nipote di Turgon, convinse la madre ad intraprendere un viaggio che li avrebbe condotti alla Città Bianca.

 

L’Arrivo A Gondolin E La Morte Di Aredhel

I due riuscirono a raggiungere Gondolin, ma non si accorsero che Eöl era riuscito a seguirne le tracce fino al regno di Turgon. Quest’ultimo, fu ben lieto di accogliere la sorella, scomparsa da tempo e fu altrettanto contento di fare la conoscenza del nipote. Quando Eöl si presentò, però, davanti le porte della città e fu portato al cospetto del Re, spinto dal suo astio per i Noldor, pretese che gli venissero restituiti la moglie ed il figlio, ma Turgon rifiutò, offrendogli la possibilità di vivere con loro, poiché era proibito lasciare la Valle di Tumladen per ragioni di segretezza. Eöl rifiutò e in una frazione di secondo lanciò un giavellotto avvelenato, che aveva nascosto nel mantello, in direzione del figlio, che il perfido fabbro preferiva vedere morto piuttosto che al servizio dei Noldor. Aredhel, legata da un incantesimo di unione con il figlio che l’Elfo Scuro le aveva lanciato per non farla allontanare dalla famiglia, si scagliò in direzione di Maeglin per proteggerlo e venne ferita mortalmente a causa del veleno presente nella lama. Dopo aver perso la sorella durante la notte, Turgon, distrutto dal dolore, condannò a morte Eöl. Prima di essere gettato dal Caragdûr, l’Elfo Scuro maledisse Maeglin, il quale assistette impassibile all’esecuzione del padre e venne accusato di aver ripudiato il suo stesso sangue e che questo lo avrebbe portato a morire allo stesso modo.

 

La Vita A Gondolin E Il Disprezzo Per Tuor

Durante la sua permanenza a Gondolin, Maeglin si innamorò di Idril, la figlia di Turgon, ma non fu mai un sentimento ricambiato. Egli divenne molto stimato nella città, grazie alle sue abilità da fabbro e fondò persino una sua Casata, nota come la “Casato della Talpa”, i cui membri erano celebri per essere degli abili fabbri ed esperti minatori. Nel 456 Prima Era, giunsero a Gondolin i fratelli Húrin e Huor ed il Re, percependo che questo fosse un segno del Vala Ulmo, li ospitò per oltre un anno. Maeglin fu in disaccordo, poiché non apprezzava la razza degli Uomini e rivolse parole dure nei loro confronti. Maeglin partecipò alla Nirnaeth Arnoediad, dimostrandosi un valoroso combattente in battaglia, anche se, alla fine, le forze di Morgoth ebbero il sopravvento e i Noldor di Gondolin furono costretti alla ritirata, che avvenne grazie all’intervento degli Uomini guidati da Húrin e Huor. Nel 499 Prima Era, giunse a Gondolin Tuor, in qualità di messaggero di Ulmo. Turgon gli consentì di rimanere in città e Idril si innamorò dell’uomo, che ricambiò il sentimento per la fanciulla ed i due si sposarono poco dopo. Da tale unione nacque Eärendil. Tali vicende fecero aumentare l’odio che Maeglin provava per Tuor, in quanto era stato privato della possibilità di prendere in sposa la dama che amava.

 

Il Tradimento E L’Alleanza Con Morgoth

Iniziò, così, a persuadere il Re, sfruttando la propria influenza ed il legame che questi aveva per la sua città, portandolo a non ascoltare i consigli di Tuor, che prevedevano la fine di Gondolin e spingevano i Noldor ad abbandonare la città prima della fine. Poco dopo, durante una missione di esplorazione fuori dalla città, Maeglin fu catturato dagli Orchi e condotto ad Angband, presso cui, dopo indicibili torture, fu costretto a rivelare a Morgoth l’ubicazione della città segreta di Turgon, in cambio della sua vita e della promessa che, a guerra finita, egli avrebbe potuto avere per se Idril. Così, nel 510 Prima Era, Gondolin venne attaccata dalle forze di Morgoth, capitanate da Gothmog (il Signore dei Balrog), riuscite ad attraversare la Valle di Tumladen grazie alle vie segrete che Maeglin aveva loro rivelato. Tuor suggerì al Re di portare fuori dalla città l’esercito degli Elfi per permettere agli abitanti di fuggire sui monti e mettersi in salvo, ma Maeglin, ancora una volta, spinto dall’odio per Tuor e dal patto con Morgoth, convinse Turgon ad aspettare l’assedio dentro le mura. L’Elfo traditore, aveva, infatti, stabilito con Morgoth che nessuno dovesse scampare o fuggire dall’attacco.

 

La Caduta Di Gondolin E La Morte Di Maeglin

Approfittando del caos della battaglia, Maeglin raggiunse la dimora di Tuor e rapì Idril, insieme al figlio Eärendil, portandoli in cima alle mura nel tentativo di sbarazzarsi del fanciullo, che intendeva lanciare dalle mura della città ed avere la figlia di Turgon per sé. Tuor sopraggiunse in quel momento insieme ad i suoi guerrieri ed in poco tempo si sbarazzò del drappello di Elfi della Casata della Talpa. L’uomo affrontò Maeglin e riuscì a spezzargli un braccio, gettandolo, poi, dalle mura di Gondolin, nel baratro al di sotto. Così, morì il figlio di Eöl, esattamente come il padre aveva predetto anni prima. Tale tradimento fu considerato il più infame della storia della Terra di Mezzo ed il nome “Maeglin” venne maledetto da tutti gli Eldar e non fu più menzionato o utilizzato fino alla fine dei tempi, poiché per sua volontà cadde l’ultimo regno degli Elfi dei tempi antichi, la città che tutti gli Eldar ritenevano la più bella mai costruita nella Terra di Mezzo.

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