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Fëanor

Altri nomi:

Curufinwë, Fëanáro, Minyon

Razza:

Elfi

Nascita:

1169 Anni degli Alberi

Morte:

1497 Anni degli Alberi

Famiglia:

Finwë (padre), Míriel (madre), Findis (sorella), Fingolfin (fratello), Írimë (sorella), Finarfin (fratello), Nerdanel (sposa), Maedhros (figlio), Maglor (figlio), Celegorm (figlio), Caranthir (figlio), Curufin (figlio), Amrod (figlio), Amras (figlio)

Caratteristiche fisiche:

Alto, capelli neri corvino, occhi grigi che diventavano color fuoco se in preda all’ira

Lingua parlata:

Quenya, Valarin, Sindarin

Poteri:

Immortale. Il più grande artigiano della storia degli Eldar. Possedeva uno spirito di fuoco

Eventi:

 

La Vita A Valinor E La Perdita Della Madre

Nacque a Valinor da Finwë, Re Supremo dei Noldor e da Míriel, la quale chiamò il figlio Fëanáro, ovvero “Spirito di Fuoco”. Infatti, tale fu lo sforzo per darlo alla luce, che la nobile dama esaurì gran parte delle proprie energie fisiche e spirituali durante il parto e, da allora, perse la voglia di vivere. Per tale ragione, Míriel non volle dare altri figli al suo sposo e, stanca di vivere, lasciò che il suo spirito abbandonasse il corpo quando ella si trovava presso i Giardini di Lórien. Da quel momento, Finwë amò il figlio di un amore incondizionato e mantenne tale il suo sentimento anche quando gli fu concesso di risposarsi con Indis, dalla quale ebbe quattro figli: Fingolfin, Finarfin, Findis e Irimë. Fëanor non amò mai la sua matrigna, ne tanto meno i suoi fratelli. Si stabilì, poi, presso la casa di Mahtan, uno dei migliori allievi del Vala Aulë e, dopo aver appreso grandi conoscenze sulla forgiatura, sposò la figlia Nerdanel. Da tale unione nacquero sette figli: Maedhros, Maglor, Celegorm, Caranthir, Curufin, Amrod e Amras.

 

Le Abilità Da Fabbro E La Creazione Dei Silmaril

Grazie al suo talento innato e alle competenze acquisite, Fëanor iniziò a creare meraviglie, tra cui gemme, gioielli e persino un nuovo alfabeto per il Quenya, che chiamò Tengwar. Alcuni attribuirono a lui (grazie all’aiuto di Morgoth) la creazione dei Palantíri, le Pietre Veggenti. Ma ciò che rese Fëanor il più grande artigiano della storia degli Elfi fu la creazione dei Silmaril, tre gemme all’interno delle quali il principe Noldor inserì la luce catturata dai due Alberi di Valinor, Laurelin e Telperion. Ma se tale fu la sua creazione più grande, da ciò ne derivò anche la sua rovina e quella dei Noldor. Egli, infatti, conscio della bellezza e della perfezione che aveva riprodotto, divenne sempre più geloso della sua creazione, a tal punto da dubitare che gli Eldar e persino i Valar se ne volessero appropriare. Fu così che Melkor, liberato dalle Grandi Potenze e consapevole della debolezza di Fëanor, iniziò a plagiarlo contro i suoi fratelli e gli stessi Valar, che accusò di essere invidiosi della sua grande creazione, con il fine di distrarlo ed appropriarsi, egli stesso, dei Silmaril. Fëanor arrivò, persino, a minacciare con la spada il fratello Fingolfin, che pensava volesse rubargli il suo titolo di primogenito del re Supremo dei Noldor. Per tali azioni, fu esiliato da Tirion, la città dei Noldor e condannato a vivere lontano per dodici Anni degli Alberi. Così, Fëanor costruì la fortezza di Formenos, a nord di Aman, dove si stabilì con i suoi figli ed il padre, che preferì seguirlo, mosso dal grande amore per lui. Fingolfin assunse, così, il titolo temporaneo di Re Supremo dei Noldor, finché non fosse tornato il padre.

 

Il Furto Dei Silmaril E La Fuga Da Valinor

Successivamente, Melkor, sfruttando il sentimento di amarezza di Fëanor verso i Valar, si presentò a Formenos offrendogli il suo aiuto per fuggire da Aman, con lo scopo di impossessarsi dei Silmaril e, per tale ragione, fu cacciato dal Principe Noldor. Colmo d’ira, Il Signore Oscuro si alleò con Ungoliant e distrusse i due Alberi della Luce, facendone prosciugare dalla creatura tutta la loro energia. Nel frattempo, mentre si svolgeva la Grande Festa del Raccolto a Valmar, a cui Fëanor era stato invitato dai Valar per riappacificarsi con il fratello Fingolfin, Melkor ne approfittò per presentarsi di nuovo a Formenos, dove uccise Finwë e rubò i Silmaril. Il grande fabbro dei Noldor provò un dolore tale per la perdita del padre e della sua creazione più grande che, dopo aver ribattezzato Melkor con il nome di Morgoth (Nero Nemico), pronunciò un terribile giuramento insieme ad i suoi figli, che prevedeva la vendetta contro il perfido Vala e il recupero dei Silmaril, anche se questo avesse significato combattere fino alla fine dei tempi. Chiunque si fosse frapposto alla loro ricerca, fossero anche gli stessi Valar, sarebbero stati considerati nemici. Le Potenze, a conoscenza di tale atto, cercarono di dissuadere Fëanor da tale decisione, ma l’Elfo non accettò il consiglio e, dopo essersi auto proclamato Re Supremo dei Noldor, organizzò la fuga da Aman verso la Terra di Mezzo, a cui aderirono moltissimi Noldor, inclusa la Casa di Fingolfin ed i figli di Finarfin, attratti dalla possibilità di creare i propri regni, piuttosto che dalla ricerca dei Silmaril.

 

Il Primo Fratricidio Tra Elfi E L’Arrivo Nel Beleriand

Non avendo navi per raggiungere la Terra di Mezzo, Fëanor, insieme ad i suoi figli, decise di rubarle ai Teleri, attaccando la città di Alqualondë, dando inizio al Primo Fratricidio tra Elfi, a cui le altre casate Noldor non parteciparono. Fu un massacro, poiché i Teleri di Olwë, non erano abituati alle battaglie e non possedevano grandi armi, a differenza dei Noldor, armati di spade e scudi ben forgiate per la guerra contro Morgoth. Tale scempio, che vide macchiare di sangue per la prima volta Il Continente Beato, provocò l’ira dei Valar e quella che viene ricordata come “la Maledizione di Mandos”, la quale prevedeva la fine dei Figli di Fëanor e di tutti i loro seguaci, nonché l’esilio da Valinor, senza possibilità di ritorno. Attraversato il mare e giunto nel Beleriand con il suo esercito, Fëanor ordinò di bruciare le navi e lasciare indietro le schiere di Fingolfin, le quali furono costrette ad attraversare l’Helcaraxë, la grande distesa di ghiaccio che separava i due continenti e ciò provocò gravi perdite tra i Noldor.

 

La Prima Battaglia Dei Noldor Nella Terra Di Mezzo E La Morte

Giunto a conoscenza dello sbarco del suo nemico, Morgoth inviò un grande esercito per sbaragliare le truppe dei Feanoriani prima che si potessero organizzare. Ebbe, così, inizio la Dagor-nuin-Giliath (La Battaglia Sotto Le Stelle), la prima battaglia tra i Noldor e L’Oscuro Sire, che però lo vide sconfitto, poiché la potenza degli Elfi Di Valinor e delle loro armi era tale che nessun orco riuscì a fermarla, nonostante la superiorità numerica. Fëanor, però, colmo d’ira contro Morgoth ed euforico per l’imminente vittoria, cavalcò verso Angband con alcuni Elfi, ma si separò dal suo esercito ed il gruppo venne accerchiato dai Balrog. Fu così che Gothmog, Signore dei Balrog e Capitano delle armate di Angband, ingaggiò uno scontro contro il grande fabbro, che fu colpito mortalmente dal nemico. I figli arrivarono a scontro concluso e non riuscirono ad evitare la morte del padre, il quale esalando l’ultimo respiro chiese ai figli di rispettare il giuramento e di vendicarlo. Venne detto che: “non ebbe né tomba né sepolcro perché così focoso era il suo spirito che, come se ne staccò, il corpo cadde in cenere e fu spazzato via come fumo” (Il Silmarillion – J.R.R. Tolkien). Così perì Fëanor, il più grande tra gli Eldar in arte e spirito, che con le sue azioni segnò il destino della Terra di Mezzo nelle Ere seguenti. Anche se agli Elfi era concessa la possibilità di reincarnarsi, Fëanor non tornò più dalle Aule di Mandos, dove il suo spirito sarebbe rimasto fino alla Dagor Dagorath, dopo la quale egli, pentito delle sue azioni, avrebbe consegnato i Silmaril alla Vala Yavanna, dalla cui luce ella avrebbe fatto rinascere i Due Alberi di Valinor. Alla sua morte, i figli si divisero tutto il Beleriand, ma Maedhros, dopo essere stato salvato dal cugino Fingon in occasione della sua prigionia nel Thangorodrim, rinunciò al titolo di Re Supremo dei Noldor della Terra di Mezzo, in favore di Fingolfin.

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