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La Giovinezza
Fin da bambino, Boromir ebbe più attenzioni dal padre, Denethor, che aveva un debole per lui, rispetto al figlio minore, Faramir. Dopo la morte della madre, Finduilas, Boromir strinse un rapporto profondo con Faramir, poiché il padre non riuscì a reggere il dolore e si chiuse in se stesso, lasciando i figli da soli a badare a se stessi. I due fratelli crebbero uniti e si aiutarono a vicenda, tanto che lo stesso Boromir era solito prendere le difese del fratello minore, facendo notare al padre le sue poche attenzioni nei suoi riguardi. Quando raggiunse l’età adatta, Denethor gli affidò il comando delle truppe di Gondor, che Boromir portò sempre alla vittoria, emergendo come una figura di grande guerriero e leader rispettato.La Missione A Gran Burrone
Nel 3018 Terza Era, la città di Osgiliath venne attaccata dalle forze di Sauron e Faramir, che comandava le truppe in difesa, chiese aiuto a Gondor, poiché le legioni di Orchi erano numericamente superiori. Boromir si precipitò in suo aiuto, portando con se numerosi soldati di Gondor e, seppur non riuscirono ad evitare la conquista della città da parte del nemico, distrussero i ponti di collegamento sull’Anduin, assicurandosi, così, che i nemici non raggiungessero l’altra sponda della città, poiché sarebbe stata l’accesso diretto a Minas Tirith. Faramir iniziò a fare sogni strani circa Gran Burrone e il risveglio del “Flagello di Isildur” e a distanza di poco, le stesse vicende apparvero in sogno anche a Boromir. I due decisero, così, di avvisare il padre, che in qualità di grande conoscitore della storia di Gondor, capì subito che L’Anello del Potere era stato trovato e affidò a Boromir la missione di indagare sui fatti, recandosi a Gran Burrone. Nonostante Faramir fosse più nobile d’animo e più adatto a resistere a certe tentazioni, Denethor preferì comunque inviare il figlio maggiore, di cui si fidava maggiormente, poiché era diffidente dell’amicizia che Faramir aveva verso Gandalf, che temeva potesse contribuire a spodestarlo dal trono di Gondor.Il Consiglio Di Elrond E La Compagnia Dell’Anello
Boromir prese parte al Consiglio di Elrond a Imladris e scoprì l’esistenza dell’arma del nemico, che egli intendeva portare a Minas Tirith, come suggeriva il padre. Si adeguò, comunque, alla decisione del Consiglio di istituire una Compagnia il cui fine sarebbe stato quello di distruggere per sempre l’anello. Si unì, dunque, a Gandalf, Aragorn, Gimli, Legolas e ai quattro hobbit. Dopo aver raggiunto il Cornorosso, a causa delle condizioni climatiche, la Compagnia dell’Anello decise di deviare attraversando Moria, anche se Boromir suggerì di prendere la Breccia di Rohan, che Gandalf volle evitare perché troppo vicina ad Isengard. Dopo aver attraversato le Porte di Durin ed essere sfuggiti all’Osservatore nell’Acqua, Boromir fu coinvolto in battaglia all’interno della Camera di Mazarbul, insieme ai suoi compagni, contro una truppa di orchi ed un Troll di caverna. Successivamente, si presentò davanti a loro il nemico più imprevedibile, un Balrog di Morgoth, che trascinò Gandalf con sé nell’abisso. Scampato alla terribile minaccia, ma triste per la perdita dello stregone, Boromir seguì la guida di Aragorn, che li condusse ai Boschi di Lothlórien. Qui, dopo essere stato ospitato da Galadriel, si rimise in viaggio con i compagni attraversando il fiume Anduin verso le Cascate di Rauros, anche se il Capitano di Gondor avrebbe voluto che la meta fosse stata quella di Minas Tirith.La Tentazione Dell’Anello E La Morte
Nei pressi di Amon Hen, Boromir, in preda alla tentazione esercitata dall’Unico Anello, tentò di impadronirsene, attaccando Frodo quando si trovò da solo e senza protezione. Lo hobbit, però, indossò il manufatto e riuscì a fuggire, lasciando Boromir in preda al rimorso per il gesto compiuto, poiché poco dopo tornò lucido e capì il danno che aveva recato allo hobbit. Aragorn, vedendo tornare da solo Boromir, si insospettì e con gli altri compagni si precipitò alla sua ricerca nei boschi. Sollecitato da Aragorn e provando a riscattarsi, Boromir andò alla ricerca di Merry e Pipino, che si erano avventurati senza protezione nei boschi per cercare Frodo. Dopo aver trovato i due hobbit assaltati da numerosi Uruk-hai, Boromir li difese finché potè, mostrando grande coraggio e grandi doti da guerriero, uccidendo numerosi nemici. Suonò il corno per avvertire i compagni, ma fu colpito da tre frecce nel petto che gli furono fatali. Non appena arrivò, Aragorn trovò il compagno a terra vicino ad un albero e accanto a lui vide la sua spada in frammenti ed il suo corno spezzato. Prima di morire, Boromir riconobbe Aragorn, per la prima volta, come suo Re e gli fece promettere che avrebbe fatto di tutto per non fare cadere Gondor nelle mani del nemico. Merry e Pipino furono, comunque, catturati dagli orchi e dopo aver adagiato il corpo di Boromir su una delle barche con i suoi oggetti personali e averlo affidato alle acque dell’Anduin, i tre compagni (Aragorn, Legolas e Gimli) decisero di andare a caccia degli orchi per salvare i due hobbit. Il fiume portò il corpo di Boromir fino al mare e quando la barca attraversò l’Ithilien, fu avvistata da Faramir, che riconobbe il corpo del fratello e fu colto da stupore, come se avesse davanti una visione surreale. La morte di Boromir fu un duro colpo per Denethor, che dopo tale evento vide crollare ancor di più il suo equilibrio mentale.