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La Vita Da Fuorilegge Di Beren
Beren nacque, nel Dorthonion da Barahir e Emeldir, durante la Prima Era e visse in questa regione da giovane. Da ragazzo prese parte alla Dagor Bragollach e, in seguito alla battaglia, costituì, insieme al padre Barahir, la banda dei fuorilegge che mise in difficoltà i servi di Morgoth stanziati in quelle terre. L’Oscuro Signore inviò Sauron, il più potente dei suoi capitani, con il fine di trovare la banda e fermarla. Dopo aver torturato Gorlim, uno degli Uomini di Barahir, Sauron ebbe rivelate le informazioni relative all’ubicazione dell’accampamento dei ribelli e li sterminò tutti, ad eccezione di Beren, che in quel momento si trovava lontano dal campo. Il giovane, in cerca di vendetta, inseguì il drappello di Orchi e ne sterminò molti, recuperando l’anello di Barahir. Particolarmente legato agli animali e alle creature dei boschi, Beren strinse amicizia con molte di esse e si rifiutò di cacciare animali innocenti. Le sue gesta contro gli Orchi della regione e la sua empatia verso il mondo animale furono particolarmente apprezzate in tutto il Beleriand, soprattutto dai Sindar del Doriath.L’Incontro con Lúthien E La Proposta Di Thingol
Ricercato da Melkor, Beren fuggì verso i Monti del Terrore, nei pressi del Gorgoroth e qui incontrò Shelob, progenie di Ungoliant, con cui ebbe uno scontro. Affascinato dal regno degli Elfi, Beren decise di entrare nel Doriath, dove vi si nascose per diversi mesi, sfruttando la protezione dei boschi. Una notte l’uomo incontrò Lúthien, figlia di Thingol e principessa del regno del Doriath. La donna cantava e danzava sotto i raggi della luna e Beren se ne innamorò fin dal primo sguardo. Non conoscendo il nome della dama elfica, la chiamò “Tinùviel” (Usignolo della Notte), ma la fanciulla impaurita fuggì. Dopo alcuni giorni, i due si incontrarono di nuovo e guardandosi negli occhi capirono che il grande amore era reciproco e che erano uniti dal destino di un legame incondizionato. Thingol fece seguire la figlia dalle sue guardie e, una volta scoperto cosa stesse accadendo, fece catturare Beren, che fu condotto nella reggia di Menegroth. Ormai messo alle corde, Beren rivelò la sua identità e dichiarò il proprio amore per Lúthien, gesto che fece infuriare il re, il quale sapeva che a nessun mortale era concesso prendere in sposa una principessa elfica. Inoltre, Lúthien era anche figlia di Melian e per tale ragione aveva dentro di se sangue Maiar. Thingol, però, propose a Beren di recuperare uno dei Silmaril della Corona Ferrea di Morgoth, in cambio della mano di sua figlia. Il Re sapeva che questa sarebbe stata un’impresa quasi impossibile e pensò, così, di riuscire ad ingannare il fato. Beren accettò la proposta, ma Melian cercò di convincere Thingol a ritirare la proposta, poiché sapeva bene che sui Silmaril gravava un infausto destino, profetizzato da tempo dai Valar e che avrebbe potuto portare il Doriath alla rovina.L’Aiuto Di Finrod Felagund E La Prigionia
Beren raggiunse, così, il Nargothrond per chiedere aiuto a Finrod, il quale aveva un debito con il padre, Barahir, poiché era stato salvato dall’uomo in occasione della Dagor Bragollach. L’elfo accettò di aiutare Beren, ma molti del suo popolo si rifiutarono di partecipare all’impresa, influenzati dai Figli di Fëanor (Curufin e Celegorm) che risiedevano nel Nargothrond e miravano a recuperare anch’essi i Silmaril. Così, Finrod lasciò il comando del Nargothrond al nipote Orodreth e si unì a Beren, insieme a dieci Elfi da lui scelti per dirigersi verso Angband. I membri del gruppo, per sfuggire agli occhi del nemico, si travestirono da Orchi, ma le sentinelle di Sauron fiutarono l’inganno e li catturarono durante il tragitto. Vennero condotti a Tol-in-Gaurhoth, la fortezza di Sauron e qui furono torturati per scoprire il fine della loro impresa. Sauron, non ottenendo le informazioni che sperava, decise di farli divorare uno ad uno dai suoi Mannari. Quando fu il turno di Beren, Finrod spezzò le proprie catene e combatté contro uno dei Mannari a mani nude, riuscendo ad ucciderlo, ma lo scontro gli procurò delle gravi ferite e morì poco dopo, riuscendo a saldare il proprio debito con la vita. Lúthien, nel frattempo, fuggì dal Doriath ed accompagnata da Huan, il Mastino dei Valar, raggiunse la fortezza di Sauron e liberò Beren. In questa occasione, il Luogotenente di Morgoth scagliò i suoi potenti Mannari e il loro capo, Draugluin, contro Huan. Quest’ultimo li uccise tutti ed, infine, Sauron decise di assumere le sembianze del più grande Mannaro mai visto (conscio della profezia che prevedeva la sorte di Huan, il quale sarebbe morto a causa del più imponente tra i Mannari). Anche in questo caso, però, il Mastino sconfisse il nemico, umiliandolo e costringendolo alla fuga.L’Arrivo Ad Angband E Il Recupero Del Silmaril
Beren decise, così, di riportare la principessa elfica nel Doriath, ma durante il tragitto incontrarono i figli di Fëanor, i quali aggredirono i due amati. Beren, aiutato da Huan, riuscì a fermarli, impadronendosi della daga Angrist, portata da Celegorm. Scampati all’aggressione, Beren e Lúthien si diressero, nuovamente, a Tol-in-Gaurhoth (ritornata ad essere Tol Sirion, dopo la sconfitta di Sauron) e recuperarono le pelli di Draugluin e Thuringwethil (il Vampiro servo di Sauron, anch’esso ucciso da Huan) per utilizzarle come travestimento e raggiungere Angband. Giunti presso le porte della Fortezza Oscura, Lúthien addormentò con i suoi poteri Carcharoth, il Mannaro figlio di Draugluin, e si diressero verso i sotterranei di Angband. Arrivati davanti al trono di Morgoth, Lúthien tolse il proprio travestimento e si presentò al cospetto dell’Oscuro Vala intonando un magico canto soave che ebbe effetti soporiferi su Melkor, il quale si addormentò, insieme a tutti i nemici presenti ad Angband. Beren, nascostosi in precedenza, utilizzò la daga Angrist per rimuovere uno dei Silmaril dalla Corona Ferrea e quando tentò di separarne un altro, la lama si spezzò ed una scheggia colpì Morgoth, che si risvegliò. I due innamorati fuggirono e raggiunsero le porte di Angband, dove Carcharoth li attendeva, essendosi risvegliato anch’esso. La creatura attaccò Beren, che per combatterlo teneva in mano un Silmaril sperando che la luce emanata potesse fermarlo, ma il Mannaro mozzò la mano dell’uomo e la divorò insieme al gioiello. La luce degli Alberi Di Valinor emanata dal Silmaril bruciò la creatura dall’interno, che in preda alla pazzia e al dolore fuggì via.Lo Scontro Con Carcharoth E La Morte
Beren e Lúthien furono condotti in salvo nel Doriath dalle Grandi Aquile. Qui, Beren raccontò tutto a Thingol, il quale conscio che l’uomo non avesse portato del tutto a termine la missione, decise, comunque, di concedere la mano della figlia, riconoscendo in Beren qualità tra le più grandi degli eroi di Arda. Carcharoth, poco dopo, riuscì a raggiungere il Doriath ed a oltrepassare la Cintura di Melian (la barriera protettiva del Regno) grazie al potere del Silmaril che portava nel ventre. Così, Thingol, Beleg, Mablung e Beren, accompagnati da Huan, andarono a caccia del Mannaro ed una volta raggiunto, la creatura disarcionò il re e attaccò Beren, che venne ferito mortalmente. Fu allora che Huan si scagliò contro Carcharoth e dopo un’intensa e feroce lotta riuscì a sopraffarlo, uccidendolo, ma ricevette anch’egli ferite gravissime. Così, il Mastino raggiunse Beren e per l’ultima volta parlò, dando il proprio addio all’uomo e i due morirono insieme. Mablung aprì la pancia del Mannaro e recuperò il Silmaril, che pose nella mano di Beren, il quale si destò per un attimo dalla morte per poter consegnare egli stesso il gioiello al Re e completare la promessa fatta, morendo definitivamente subito dopo.La Supplica Di Lúthien E La Vita Insieme Da Mortali
Lúthien, disperata e straziata per la perdita del proprio amore, si lasciò morire e la sua anima raggiunse le Aule di Mandos. La principessa elfica esortò Mandos di avere pietà ed intonò un canto di dolore per gli Eldar e per gli Edain che commosse il Vala, nonostante questi fosse impassibile per natura. Mandos ebbe pietà e dopo aver consultato Manwë, ottenne l’approvazione di Eru e convocò lo spirito di Beren che si riunì a quello di Lúthien. Ai due venne concessa la possibilità di vivere di nuovo, a condizione che la dama elfica rinunciasse alla sua immortalità e, così, fu la prima volta che venne concessa nuova vita ad un mortale e che un Elfo compì la scelta di rinunciare alla propria natura immortale. I due vissero in felicità a Tol Galen ed ebbero un figlio di nome Dior, erede al trono di Thingol, che fu una delle creature più belle della storia della Terra di Mezzo, in quanto figlio della più bella tra gli Eldar e poiché possedeva in sé sangue degli Elfi, degli Uomini e degli Ainur. Dopo la morte di Thingol, per mano dei Nani, Beren e Dior radunarono un esercito di Elfi Verdi e vendicarono il loro re, uccidendo i responsabili. Beren tolse la Nauglamir ai Nani, la collana rubata a Thingol dove vi era incastonato il Silmaril recuperato dall’uomo, e la affidò a Dior prima di morire insieme a Lúthien. I due amati furono seppelliti a Tol Galen e Dior divenne il nuovo sovrano del Doriath, anche se per poco. L’impresa compiuta da Beren e Lúthien nel recuperare il Silmaril dalla Corona Ferrea di Morgoth, venne considerata la più grande mai portata a termine da uomo mortale o elfo nella storia di Arda, insieme a quella compiuta da Eärendil.