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L’Uccisione Di Smaug
Fu tra i più abili arcieri del popolo degli Uomini. Divenne Capitano della milizia di Esgaroth su incarico del Governatore della città. Ereditò la freccia nera dal suo antenato Girion, tramandata a tutti i discendenti e che rappresentava una delle poche armi in grado di abbattere un drago. Bard accolse Thorin e la sua compagna al loro arrivo a Pontelagolungo, portandoli dal Governatore. Durante l’attacco alla città da parte di Smaug, un tordo raggiunse Bard e confidò ciò che aveva sentito in occasione della conversazione che Bilbo aveva avuto con Smaug e, successivamente, con i Nani, rivelando all’uomo quale fosse il punto debole della creatura. Bard, infatti, in quanto discendente di Girion e della stirpe degli Uomini di Dale, era in grado di comprendere il linguaggio dei Tordi, caratteristiche peculiare di questi Uomini. Il grande arciere uccise, così, Smaug scagliando la freccia nera in direzione della chiazza del ventre della creatura, l’unica a non essere ricoperta dalle gemme incastonate nella parte inferiore del drago, che fungevano da protezione. Bard guidò parte degli Uomini del Lago verso Erebor, insieme a Thranduil e l’esercito dei suoi elfi, per reclamare la parte del tesoro che poteva consentire al suo popolo di ricostruire la città di Dale, dopo i danni causati dal drago, ma la richiesta non venne accettata da Thorin, divenuto nuovo Re sotto La Montagna alla morte del drago.La Battaglia Dei Cinque Eserciti
Nel frattempo, Bilbo Baggins prese in prestito l’Arkengemma, tanto ricercata da Thorin e la consegnò a Bard. L’uomo propose uno scambio a Thorin: L’arkengemma in cambio della parte del tesoro a risarcimento per il popolo di Esgaroth. In quel momento, giunse Dáin II con il suo esercito, a supporto di Thorin, ma ad evitare lo scontro fra le due compagini furono inaspettatamente gli orchi, che capitanati da Bolg attaccarono la Montagna, costringendo gli eserciti di uomini, Elfi e Nani ad unire le forze in quella che venne ricordata come “La Battaglia dei Cinque Eserciti”. Sopravvissuto alla battaglia, Bard si accordò con Dáin II Piediferro, divenuto Re alla morte di Thorin, per la parte del tesoro che spettava agli uomini. Bard fu proclamato nuovo Re di Dale e la città fu ricostruita acquisendo gran parte del proprio antico splendore, trovando poi il massimo sviluppo sotto la guida di Bain, che succedette al padre Bard, alla sua morte.