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Il Matrimonio Con Míriel
Ar-Pharazôn da giovane fu molto amico di Amandil, padre di Elendil. Seguì la dottrina contro i Valar degli Uomini Del Re, come suo padre Gimilkhâd. Partecipò ad alcune spedizioni nella Terra di Mezzo per combattere Sauron, il quale stava minacciando le colonie di Númenor. Alla morte di suo zio, Tar-Palantir (Re di Númenor), costrinse la figlia del Re, sua cugina Tar-Míriel, a sposarlo, così da poter usurpare il trono. Infatti, secondo l’antica legge, lo sposo dell’erede femmina del re poteva prendere lo Scettro, qualora la figlia fosse stata l’unica erede. Egli impose alla moglie di utilizzare il nome Ar-Zimraphel. Anche se contrario alla politica dei Fedeli a Númenor, Ar-Pharazôn, inizialmente, non utilizzò la forza per destituirli, a causa della sua amicizia con Amandil.L’Arrivo Di Sauron A Númenor
Nel 3261 Seconda Era, Ar-Pharazôn partì con un’immensa flotta verso la Terra di Mezzo, per contrastare Sauron e con l’intenzione di autoproclamarsi Signore della Terra di Mezzo. La flotta sbarcò ad Umbar e l’Oscuro Sire, umiliato, fu costretto ad arrendersi e venne portato nell’Isola dell’Ovesturia. Qui, come previsto dalle sue oscure trame, il potente Maia divenne consigliere del Re con il nome di Zigûr, grazie alla sua influenza nei confronti del re. Si narra che fu dai tempi della Guerra D’Ira che non si vedeva un esercito tanto grande nella Terra di Mezzo. In poco tempo, Sauron plagiò la mente del Re facendolo allontanare ancor di più dalla fede nei confronti dei Valar, convincendolo del fatto che gli Uomini, al pari degli Elfi, avrebbero dovuto reclamare l’immortalità. Nell’isola venne, così, istituito il culto di Morgoth, attraverso cui vennero sacrificati molti Uomini per venerare l’antico Signore Oscuro e fu proibito l’accesso al Meneltarma, il monte dove veniva, precedentemente, venerato Eru. Quella che venne considerata una delle azioni più scellerate di Ar-Pharazôn fu la distruzione dell’albero bianco Nimloth (simbolo del legame con gli Elfi e i Valar), il quale fu sradicato dai giardini di Armenelos e bruciato.La Morte E La Distruzione Di Númenor
Nel 3319 della Seconda Era, Ar-Pharazôn partì alla volta di Valinor assemblando l’esercito più grande mai radunato dagli Uomini. Venne detto che la vastità di tale flotta era tale che le vele delle navi oscurarono il mare. Una volta giunto nelle spiagge di Aman, il Re di Númenor pretese dai Valar udienza per ricevere la tanto sognata immortalità, ma le Potenze, si appellarono ad Eru e la risposta non tardò ad arrivare. Ar-Pharazôn ed il suo esercito furono imprigionati per l’eternità nelle Grotte degli Obliati, dove sarebbero stati confinati fino all’avvento della Battaglia finale per le sorti del Mondo, la Dagor Dagorath, in occasione della quale gli Uomini di Númenor avrebbero espiato i loro peccati. A causa del suo gesto, iniziò la celebre “Akallabêth” e Númenor venne inghiottita nel mare con tutti i suoi abitanti, ad eccezione di alcune schiere di Fedeli che partirono in tempo verso la Terra di Mezzo, tra i quali Elendil ed i figli Isildur e Anárion. Ar-Pharazôn, per la portata delle sue azioni, anche se scellerate, venne considerato il più grande tra i re degli Uomini dell’Ovesturia, ma fu anche l’ultimo Re di Númenor. Nonostante le tragiche scelte, Ar-Pharazôn venne comunque ricordato da molti Numenoreani con rispetto, poiché egli fu l’unico Re degli Uomini a sconfiggere Sauron. In suo onore venne eretta una statua ad Umbar, dove egli sbarcò con il suo potente esercito, ma la struttura venne distrutta in seguito, quando i Corsari si allearono con l’Oscuro Signore.