Furono tre picchi di montagna costruiti da Melkor attraverso i detriti e gli scarti degli scavi di Angband. Si trovavano negli Ered Engrin, conosciuti anche come Monti di Ferro. Erano i picchi più alti della Terra di Mezzo durante le ere antiche
Morgoth eresse i picchi del Thangorodrim attraverso il materiale di scavo ricavato dalla fortezza di Angband e, unendolo con la cenere e le scorie delle fornaci sotterranee, plasmò tali immense strutture naturali. Queste fungevano da difesa contro un eventuale attacco dei Valar e avevano anche il ruolo di eliminare i fumi provenienti dalle fucine sotto terra, svolgendo, quindi, la funzione di ciminiere di scarico. Tali fumi si condensavano in cielo, creando nubi scure sopra le terre di Angband, coprendo la luce del sole e rendendo tale terra oscura e desolata. Gli Orchi non amavano la luce e potevano muoversi, così, liberamente. I picchi del Thangorodrim furono adoperati anche come una prigione, in quanto la spaventosa altezza di questi non permetteva a nessuno di raggiungerli, per liberare qualsivoglia prigioniero. Maedhros fu incatenato al fianco di uno dei picchi e solo l’intervento di Fingon e delle Grandi Aquile di Thorondor, permise la sua liberazione. Qui fu imprigionato anche Húrin, catturato in occasione della Nírnaeth Arnoediad e incatenato su un trono di pietra per circa trent’anni. Il Thangorodrim fu distrutto durante la Guerra D’Ira, quando il drago Ancalagon il Nero, abbattuto da Eärendil, precipitò sui picchi, che andarono in frantumi.