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La Fondazione Del Regno
Númenor fu creata dai Valar, sul finire della Prima Era, come dono ai mortali che avevano combattuto al loro fianco nella guerra contro Morgoth. Ulmo, signore dei Mari, incaricò il Maia Ossë di sollevare dalle profondità dell’Oceano una grande massa di terra, che prese la forma di un’isola. I Valar vi plasmarono una vegetazione ed un clima adatto alla vita degli Uomini e pare che l’isola, a parte quando giunse alla sua fine, non conobbe mai tempeste o condizioni critiche per la vita. Fauna e flora vivevano, infatti, in prefetto equilibrio e Númenor, dopo Aman, rappresentava il più grande paradiso terrestre di Arda. La guida di tale regno fu affidata ad Elros, figlio di Eärendil, riconosciuto come primo Sovrano di Númenor. Elros, visse più a lungo di qualunque altro Dúnedain (più di 500 anni) e ciò, unito alla sua saggezza, permise lo sviluppo di una civiltà potente, avanzata nella navigazione e nelle arti. Nei primi secoli della Seconda Era, la relazione con i Valar fu improntata sul rispetto e sulla moderazione: i Númenóreani ricevettero conoscenze, longevità e prosperità, ma fu loro proibito di raggiungere le Terre Immortali. Con il passare delle generazioni, il crescente orgoglio per i propri successi e il timore della morte alimentarono un malcontento latente che, progressivamente, indebolì l’antica amicizia con gli Eldar. Il periodo fondamentale per l’espansione del regno iniziò con il Gran Capitano delle Navi Vëantur, il quale organizzò le prime esplorazioni nelle coste della Terra di Mezzo. Successivamente, durante il regno di Tar-Aldarion, quest’ultimo ampliò i viaggi oltre mare e strinse solidi rapporti con gli Elfi del Lindon e con gli Uomini Mediani della Terra di Mezzo, fondando i primi avamposti, tra i quali Vinyalondë. Fu potenziata, inoltre, la flotta attraverso la produzione di legname, divenendo la più avanzata di Arda, il che contribuì a rafforzare l’idea di una supremazia marittima che avrebbe influenzato le generazioni successive. Con il passare dei secoli, vennero fondate le più importanti colonie della Terra di Mezzo, come Pelargir, Tharbad e Umbar, le quali stimolarono l’insediamento di migliaia di coloni Numenoreani.La Caduta Di Númenor
La società di Númenor si divise in due fazioni: i Fedeli, legati alle tradizioni e alla benevolenza dei Valar, e gli Uomini del Re, sempre più insofferenti ai divieti e desiderosi di autonomia culturale e spirituale. Il distacco si fece evidente quando i Re iniziarono ad abbandonare l’uso dei nomi della tradizione antica e a limitare l’accesso agli Eldar ai porti dell’isola. La situazione precipitò, poi, con l’ascesa di Ar-Gimilzôr e con le politiche di isolamento religioso che ridussero ulteriormente la presenza elfica sull’isola. La frattura interna raggiunse il culmine sotto Ar-Pharazôn, ultimo Re di Númenor, il quale mosso da grande ambizione e sete di potere, guidò una maestosa flotta verso la Terra di Mezzo per affrontare Sauron, che aveva ricostruito il proprio dominio e minacciava i Popoli Liberi. Il Signore Oscuro, impotente di fronte alla grande potenza Númenoreana, si arrese senza combattere e fu portato come prigioniero a Númenor. Lì, sfruttando la sua astuzia, guadagnò l’attenzione del Re e divenne presto il suo consigliere più influente. Attraverso inganni e manipolazioni, Sauron promosse il culto di Morgoth, facendo erigere (ad Armenelos) il Tempio di Melkor, un luogo dedicato a sacrifici umani che alimentò l’ossessione dei Númenóreani per l’immortalità. Quando Ar-Pharazôn fu convinto che la conquista di Aman gli avrebbe garantito una vita eterna, allestì la più grande flotta che Arda avesse mai conosciuto e partì verso Occidente, violando il divieto imposto dai Valar. L’incursione provocò l’intervento di Eru Ilúvatar, che distrusse la flotta e imprigionò per l’eternità (fino alla Dagor Dagorath) gli Uomini nelle Grotte degli Obliati. Aman fu sottratta al mondo mortale e posta su un piano dimensionale differente, esclusivamente raggiungibile attraverso la Via Dritta. Númenor sprofondò in mare, con la maggior parte dei suoi abitanti, in quella che venne ricordata come l’Akallabêth. Solo i Fedeli sopravvissuti, guidati da Elendil del Principato di Andúnië, e dai suoi figli (Isildur e Anárion), raggiunsero la Terra di Mezzo, fondando i regni dei Dúnedain in esilio, Arnor e Gondor. Con la distruzione dell’isola ebbe fine una delle civiltà più grandi della storia di Arda, che lasciò come unica eredità la presenza dei Dúnedain nella Terra di Mezzo, nonché il ricordo di un potere ed un progresso che mai più fu raggiunto dai mortali, ma che causò il prezzo più alto da pagare, l’autodistruzione.