La Valle di Morgul era una gola oscura e sinistra situata lungo il versante occidentale della catena degli Ephel Dúath, nella parte sud-occidentale di Mordor. Esistevano solo due accessi conosciuti per la valle, ovvero la strada principale che si affacciava sull’Ithilien e che portava al Crocevia del Re Caduto e la scala tortuosa che conduceva al Passo di Cirith Ungol. Era una gola profonda e stretta, fiancheggiata dalle alte pareti rocciose degli Ephel Dúath. Il fiume Morgulduin scorreva al centro della valle. Un costante bagliore verdastro proveniente da Minas Morgul illuminava la valle nelle ore notturne, mentre nebbie e vapori tossici ne permeavano l’aria
Durante la Seconda Era, la valle fu colonizzata dai Dúnedain di Gondor e al suo interno vi edificarono la città di Minas Ithil, come roccaforte a difesa dei confini orientali e che divenne, poi, la dimora di Isildur. Durante la Terza Era, le forze di Sauron conquistarono Minas Ithil, che fu rinominata Minas Morgul e divenne la sede del Re Stregone di Angmar. La valle subì un mutamento irreversibile, poiché la luce della Luna che un tempo ne illuminava i campi venne sostituita da un bagliore verde spettrale e innaturale proveniente dei Nazgûl. La vegetazione entrò in uno stato di putrefazione e l’acqua del Morgulduin divenne scura e velenosa. Da quel momento, la valle fu un punto di raduno e partenza per le armate di Mordor, costantemente protetta da pattuglie di orchi e Nazgûl. Durante gli eventi della Guerra dell’Anello, dalla valle partirono le armate del Re Stregone per assediare Minas Tirith. In quest’area, Frodo, Sam e Gollum, si nascosero lungo le pendici, osservando la processione spettrale dell’esercito. Temendo di essere scoperti e consapevole della pericolosità del luogo, Gollum condusse i due hobbit lontano dalla Strada di Morgul, deviando verso il sentiero segreto di Cirith Ungol, sperando che il portatore dell’Anello cadesse preda di Shelob.