Formenos, Fornost Erain, Roccanorda, Norbury, Forra dei Morti
Fornost venne fondata dai Dúnedain in una data imprecisata della Terza Era. Inizialmente, rappresentava una fortezza militare, il cui compito era quello di sorvegliare i confini settentrionali di Arnor. Quando morì l’ultimo Re di Arnor, Eärendur, il regno fu diviso in tre principati autonomi: Arthedain, Cardolan e Rhudaur. Ad Amlaith, uno dei figli del re, fu affidato il governo di Arthedain, la cui capitale era Fornost. Quest’ultima divenne, in breve tempo, la città più importante della storia dei Dúnedain del nord, dopo Annúminas. Durante la guerra tra Arnor e Angmar, Fornost rappresentò il più grande baluardo contro le forze del Re Stregone e di Rhudaur, i cui Uomini erano divenuti alleati del capo dei Nazgûl. Dopo anni di resistenza, la città cadde nelle mani del nemico e Re Arvedui, fuggì nel Forochel, dove avrebbe trovato la morte, segnando la fine dei Re di Arnor. Eärnur, principe di Gondor ed erede al trono del sud, radunò un’enorme flotta e, grazie al sostegno degli Elfi del Lindon e di Imladris, riuscì a liberare Fornost, sbaragliando le truppe nemiche e ponendo fine alla lunga guerra tra Arnor e Angmar. La discendenza della linea di Isildur fu garantita attraverso Aranarth, figlio di Re Arvedui, il quale non volle ereditare il titolo e i Dúnedain superstiti decisero di non ricostruire il regno, ormai ridotto in macerie, inclusa la città di Fornost, che venne abbandonata. Nacque, così, la stirpe dei Raminghi del Nord, il cui primo Capitano fu Aranarth e da cui discenderà Aragorn. Nonostante i Raminghi continuassero a sorvegliare quelle terre per tutta la Terza Era, l’area delle rovine di Fornost fu evitata da molti Uomini, in quanto si credeva fosse abitata da spiriti malvagi. Dopo la sconfitta di Sauron, Re Elessar ricostruì la città e fondò il Reame Unificato di Gondor e Arnor, seguendo la volontà iniziale del suo antenato, Elendil.