Catena montuosa estesa che separava Rohan dalla provincia dell’Anfalas. Il nome era dovuto al fatto che i Monti Bianchi erano ricoperti di neve anche nella stagione estiva, essendo molto alti (dai 4800 ai 5500 metri di altitudine dal mare). Al di sotto di essi, passava il Sentiero dei Morti. I Monti Bianchi segnavano il confine settentrionale di Gondor e quello meridionale di Rohan. I picchi più importanti erano l’Irensaga (“segaferro”) e lo Starkhorn. Nei pressi dello Starkhorn, era presente anche il Dwimorberg. Minas Tirith, si trovava nell’estremità più orientale dei Monti Bianchi. Infine, sui 7 picchi principali della catena montuosa vi erano i Fuochi di Segnalazione, attraverso cui Gondor e Rohan comunicavano in caso di bisogno. I fiumi principali che si originavano dai Monti Bianchi erano l’Adorn e l’Acquaneve
Durante la Seconda Era, i Monti Bianchi furono abitati dagli Uomini Drúedain, le cui opere di pietra, i Púkel, erano ancora presenti durante la Terza Era, nei pressi di Dunclivo. Alla fine della Seconda Era, Uomini malvagi di stirpe Dunlandiana cacciarono via i Drúedain, che si trasferirono nella Foresta Drúadana. Nonostante avessero, però, giurato fedeltà ad Isildur, quando il Re di Arnor e Gondor chiese aiuto ai Dunlandiani contro Sauron, questi si rifiutarono di prestare soccorso e furono maledetti, divenendo, dopo la loro morte, le anime senza pace note come “l’Esercito dei Morti”. Il Sentiero dei Morti, che portava alle loro dimore nelle montagne, fu percorso da Aragorn e la Grigia Compagnia, durante gli eventi della Guerra dell’Anello, sul finire della Terza Era. Presso la Roccia di Erech, Aragorn convocò i morti e li convinse a rispettare il giuramento verso l’erede di Isildur, così da fornire aiuto agli Uomini nella lotta contro Sauron e trovando, infine, pace.