Bombur visse, principalmente, sugli Ered Luin ed entrò a far parte del seguito di Thorin Scudodiquercia insieme a suo fratello Bofur e a suo cugino Bifur. Nel 2941 Terza Era, raggiunse gli altri compagni a Casa Baggins e partecipò alla missione verso la Montagna Solitaria. Fu catturato dai Troll Guglielmo, Berto e Maso insieme alla Compagnia di Thorin. Raggiunse Imladris e, successivamente, venne catturato dagli Orchi delle Montagne Nebbiose con i suoi compagni. Dopo essere fuggito dalla Città dei Goblin, venne attaccato dai Mannari insieme alla Compagnia di Thorin e fu costretto a rifugiarsi sugli alberi. Fu ospite nella casa di Beorn, presso cui trovarono rifugio anche Gandalf, Bilbo e i compagni Nani. Cadde nel fiume incantato di Bosco Atro e rimase vittima dell’incantesimo dormendo per giorni. Dopo tali eventi, Bombur e compagni vennero catturati dagli Elfi Silvani di Bosco Atro e rinchiusi nelle segrete del Reame Boscoso. Il gruppo, fuggito dalla prigionia grazie all’aiuto di Bilbo Baggins, raggiunse Esgaroth e, successivamente, Erebor. Bombur, però, restò a guardia del campo allestito dai Nani e non entrò nella Montagna. Prese parte alla Battaglia dei Cinque Eserciti combattuta ai piedi della Montagna Solitaria, in occasione della quale trovò la morte Thorin Scudodiquercia. Partecipò al suo funerale e visse gli anni di vita rimanenti presso Erebor, godendosi le ricchezze ottenute come ricompensa per la missione compiuta. Glóin, anni dopo, racconterà a Frodo, durante la permanenza ad Imladris, che Bombur diventò talmente grasso che per muoversi aveva bisogno dell’aiuto di sei giovani Nani e, per tale ragione, è altamente improbabile che abbia partecipato alla Battaglia di Dale, durante la Guerra dell’Anello. E’ ignoto quale sia stato il suo destino dopo tali accadimenti.