Le Grotte degli Obliati furono il luogo dove Eru Ilúvatar decise di imprigionare l’esercito di Ar-Pharazôn, dopo che il re di Númenor decise di raggiungere le coste di Aman. Durante la Seconda Era, il Re dei Numenoreani, plagiato da Sauron, divenne sempre più bramoso dell’immortalità concessa dai Valar esclusivamente agli Elfi. Decise, così, di radunare la più grande flotta mai apparsa in Arda e sbarcare presso le coste del Continente Beato, infrangendo il divieto imposto dalle Potenze D’Occidente. Gli Uomini si accamparono ai piedi del Calacirya, ma i Valar non si presentarono dai Dúnedain e interpellarono Eru. Quest’ultimo, in preda all’ira, creò un cataclisma che fece sprofondare l’isola di Númenor negli abissi e con i detriti delle rocce del Calacirya, crollate sopra l’accampamento degli Uomini, creò delle enormi grotte, dove confinò Ar-Pharazôn ed il suo esercito. Questi sarebbero stati imprigionati all’interno di tale luogo per l’eternità, fino all’avvento della Dagor Dagorath (la Battaglia Finale), in occasione della quale avrebbero combattuto al fianco dei Valar contro Morgoth, espiando i loro peccati. Il luogo di prigionia venne ricordato con il nome di” Grotte Degli Obliati”.