Grande Torre dal colore nero lucido e dalla pietra liscia, alta circa 300 metri, che sorgeva al centro della fortezza di Isengard, nella valle di Valle di Nan Curunír. Pare che nessun attacco fosse in grado di distruggerla, neanche sotto attacco da parte degli Ent, in quanto la costruzione fu realizzata secondo le tecniche Numenoreane. L’unico ingresso era rappresentato da un robusto cancello posto al termine di una lunga scalinata. In cima alla torre si trovava il pinnacolo di Orthanc, che si raggiungeva attraverso una ripida scalinata. All’interno della sala del pinnacolo vi era il Palantír
Fu edificata dai Numenoreani, insieme alla fortezza di Isengard, alla fine della Seconda Era. Dapprima, fu presidiata da guarnigioni di soldati di Gondor, ma dopo la Grande Epidemia e gli scontri con i Dunlandiani, le chiavi di Orthanc vennero ritirate e custodite dai Sovrintendeti di Gondor. Dopo la vittoria di Rohan contro gli Uomini del Dunland guidati da Wulf, il Sovrintendente di Rohan, Beren, consegnò le chiavi a Saruman, affidandogli il compito di custodire la fortezza e i tesori che vi erano all’interno, tra i quali uno dei Palantír. Lo Stregone Bianco, però, si proclamò Signore di Isengard e iniziò le sue trame di conquista dalla Torre Nera, muovendo i suoi eserciti di Uruk-hai contro gli Uomini di Rohan. Tentò, persino, di convincere Gandalf ad unirsi nella sua folle impresa di potere, ma il Grigio Pellegrino rifiutò e fu imprigionato nel Pinnacolo di Orthanc, dove venne, poi, salvato grazie all’aiuto delle Grandi Aquile. Dopo l’attacco ad Isengard da parte di Barbalbero e degli Ent, Saruman venne fatto prigioniero e fu rinchiuso ad Orthanc, da cui riuscì a fuggire, successivamente, insieme a Grima Vermilinguo, dirigendosi verso la Contea. In seguito alla sconfitta di Sauron, Aragorn, Gimli e Legolas entrarono nella torre e trovarono una stanza blindata dentro la quale erano custoditi numerosi tesori trovati dallo Stregone Bianco durante la sua ricerca dell’Unico Anello. Tra questi vi era l’Elendilmir di Isildur e la catena con cui quest’ultimo aveva trasportato l’Anello del Potere, prima di morire nei pressi dei Campi Iridati. Barbalbero consegnò le chiavi di Orthanc ad Aragorn ed Isengard tornò, infine, sotto il controllo di Gondor.