Collina situata nella provincia di Lamedon, feudo di Gondor, a sud del Sentiero dei Morti. Fu celebre per la Roccia di Erech, un monumento che Isildur fece costruire nella Seconda Era. In questa collina, anticamente, era stata edificata anche una roccaforte di Gondor, poi abbandonata a causa della presenza dell’Esercito dei Morti
In questa collina, Isildur edificò il monumento noto come Roccia di Erech, ricavato da una pietra che egli aveva portato da Númenor. Qui, gli Uomini dei Monti Bianchi, di stirpe affine ai Dunlandiani, giurarono al figlio di Elendil fedeltà, ma quando furono chiamati alla lotta contro Sauron (nella Guerra dell’Ultima Alleanza) si rifiutarono, nascondendosi nelle montagne. Così, Isildur li maledisse ad un’esistenza sospesa tra la vita e la morte, che sarebbe terminata solo quando essi avrebbero rispettato il giuramento nei confronti dei futuri discendenti del Re. Dopo la loro morte, la maledizione si avverò e con sembianze di spettri essi vagarono nei secoli successivi in quelle terre, durante le notti di luna, radunandosi presso la Roccia di Erech. Durante gli eventi della Guerra dell’Anello, Aragorn (accompagnato dalla Grigia Compagnia) raggiunse questo luogo per chiedere l’aiuto dell’Esercito dei Morti contro le forze di Mordor e dei Corsari di Umbar e, questa volta, essi rispettarono il patto, riconoscendolo come discendente di Isildur e trovando finalmente pace dopo l’adempimento del loro dovere.