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La Visita A Valinor E L’Incontro Con Melian
Elwë nacque presso il Lago Cuiviénen, durante gli Anni degli Alberi. Fu uno dei pochi Elfi a non fuggire quando Oromë, incuriosito dai Primogeniti di Eru Ilúvatar, si recò in quella regione. Partecipò alla spedizione a Valinor, insieme a Ingwë e Finwë, come ambasciatore del suo popolo per visitare i luoghi presso cui gli Elfi erano stati invitati a vivere dai Valar. I tre rimasero ammaliati dal Continente Beato e dai due Alberi della Luce, Laurelin e Telperion. Tornati al lago di Cuiviénen, convinsero gran parte degli Elfi a seguirli e si crearono, così, le tre fazioni degli Eldar: Elwë fu riconosciuto il capo dei Teleri, Ingwë dei Vanyar e Finwë della schiera più numerosa, i Noldor. Diretti verso le sponde della Terra di Mezzo, gli Elfi giunsero nel Beleriand, in attesa che i Valar li traghettassero ad Aman. Elwë si recava spesso a visitare l’amico Finwë e in uno di questi suoi viaggi attraversò i boschi di Nan Elmoth venne attratto dal canto soave della Maia Melian. Dopo averle preso la mano, Elwë e Melian furono colpiti da un potente incantesimo d’amore che li immobilizzò per anni in quel luogo, impossibilitati a distogliere lo sguardo l’uno dall’altra. Mentre le altre stirpi iniziarono a raggiungere Valinor, molti Teleri non si sentirono di abbandonare il loro capo e rimasero nel Beleriand ad attenderlo sotto la guida di Círdan. La restante parte raggiunse Aman e seguì Olwë, fratello di Elwë, il quale assunse il comando e fondò il regno dei Falmari a Tol Eressëa.La Fondazione del Regno Del Doriath E La Prima Guerra Contro Morgoth
Molti anni dopo, Elwë riapparve al suo popolo con Melian e assunse il nome di Thingol. Insieme, i due fondarono il Regno del Doriath, che venne protetto dalla Cintura di Melian (una potente barriera in grado di bloccare le creature malvagie) e il popolo venne ribattezzato con il nome di Sindar, conferendo ad Elwë il titolo di Re Supremo degli Elfi e Signore del Beleriand. Dall’unione dei due innamorati nacque Lúthien, la più bella dei Figli di Ilúvatar. Thingol e Melian, prevedendo tempi oscuri con il ritorno di Morgoth nella Terra di Mezzo, chiesero supporto ai Nani degli Ered Luin affinché li aiutassero a costruire una roccaforte e gli fornissero delle armi per potersi difendere. Venne, così, fondata Menegroth e i Sindar impararono l’arte della forgiatura per potersi procurare le armi. In cambio dell’aiuto fornito, Thingol donò al Signore dei Nani di Belegost la Nimphelos, una perla di enorme valore. Il Sovrano del Doriath dovette difendersi dal primo attacco in massa delle forze di Morgoth, ricordato come la Prima Battaglia del Beleriand. I Sindar riuscirono a respingere gli Orchi, anche se con gravi perdite, ma in tale occasione morì Denethor, Signore degli Elfi Verdi e alleato di Thingol.L’Arrivo Dei Noldor Nella Terra Di Mezzo
I Noldor delle schiere di Fingolfin, giunti nella Terra di Mezzo all’inizio della Prima Era, furono, inizialmente, bene accettati dai Sindar, i quali concessero loro di stabilirsi nel Beleriand e costruire i loro regni. Thingol aveva buoni rapporti con i figli di Finarfin, che erano suoi parenti, in quanto nipoti del fratello Olwë e permise a Finrod di prendere spunto da Menegroth per costruire il proprio regno del Nargothrond. A Galadriel concesse, invece, di trasferirsi presso la sua corte, dopo il matrimonio con Celeborn. Fu in tale occasione che Melian, mentore di Galadriel, apprese dalla dama Noldor le storie legate ai Silmaril e riferì, poi, a Thingol della morte del suo amico Finwë. Le voci si sparsero tra i Sindar, i quali iniziarono a vedere con diffidenza i Noldor, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu quando Thingol, tramite Círdan, seppe del Fratricidio compiuto da Fëanor contro i Teleri di Alqualondë e ne fu amareggiato a tal punto da proibire nel suo regno la lingua Quenya, che da allora perse di valore nel Beleriand in favore del Sindarin, divenuta la lingua comune. Thingol non ebbe più rapporti con i figli di Fëanor e questo fu un evento determinante, poiché i Sindar non parteciparono alle future battaglie della Guerra dei Gioielli, evento che rafforzò, indirettamente, il potere di Morgoth.L’Incontro Con Beren E Con Túrin Turambar
Quando giunse nel Doriath, Beren si innamorò di Lúthien e, proclamatosi il figlio di Barahir, chiese ufficialmente la mano della figlia a Thingol. Il Re non acconsentì all’unione, poiché all’epoca era vietato il legame tra le due razze e non reputava l’uomo all’altezza della figlia. Propose, così, a Beren di portargli un Silmaril della Corona Ferrea di Morgoth e solo allora avrebbe acconsentito alla loro unione. Il Re del Doriath sapeva che sarebbe stata un’impresa impossibile e, con tale proposta, sperava di evitare l’unione tra i due. Dopo tante peripezie, però, Beren, aiutato da Lúthien e dal Mastino Huan, riuscì nell’impresa di recupero della gemma, ma sfortunatamente la perse, quando Carcharoth divorò la mano dell’uomo con il Silmaril. Beren si presentò, così, a Menegroth e Thingol, stupito dal coraggio dell’uomo e conscio che su di lui e la figlia gravava il peso del destino, acconsentì al matrimonio. Anni dopo, Thingol accolse un altro eroe degli Uomini, Túrin Turambar, figlio di Húrin, inviato nel Doriath dalla madre Morwen per proteggerlo dal dominio degli Esterlings nel Dor-lómin. L’uomo fu adottato dal Re come un figlio e divenne presto istruito nelle arti degli Elfi e addestrato al combattimento dai due soldati più valorosi tra i Sindar, Beleg e Mablung. Dopo aver ucciso involontariamente Saeros, cortigiano del Re, Túrin abbandonò il Doriath e Beleg chiese a Thingol di poterlo seguire nelle sue avventure. Il Re acconsentì e gli donò la sua spada, Anglachel, che sarebbe stata ricordata come Gurthang, quando divenne l’arma di Túrin.Lo Scontro Con I Nani E La Morte Di Thingol
In seguito alla caduta del Nargothrond, Húrin, lasciato andare da Morgoth dopo anni di prigionia, portò a Menegroth alcuni tesori scampati alla distruzione della reggia di Finrod. Tra questi vi era la Nauglamír, una collana incastonata di pietre preziose, a cui Thingol fece aggiungere il Silmaril di Beren e Lúthien, facendo sì che l’oggetto divenisse il più grande tesoro del Doriath. Il lavoro fu affidato ai Nani di Belegost, i quali, attratti dal gioiello, chiesero l’oggetto stesso come pagamento per il loro lavoro. Thingol rifiutò, rivolgendogli parole sprezzanti: “Come osate voi, membri di una razza deforme, esigere qualcosa da me, Elu Thingol, Signore del Beleriand, la cui vita si è iniziata presso le acque di Cuiviénen innumerevoli anni prima che i padri del popolo rachitico si destassero?” (Il Silmarillion – J.R.R. Tolkien). Gli artigiani Nani, colmi di ira e di bramosia, si fiondarono sul Re, uccidendolo. Così perì Elu Thingol, primo Re Supremo degli Elfi della Terra di Mezzo, il più potente tra gli Eldar per spirito, insieme a Fëanor, il solo tra i Sindar ad aver goduto della luce degli Alberi di Valinor e l’unico tra gli Eldar ad essersi unito con un Ainur. Dalla sua progenie sarebbe discesa la stirpe dei Dúnedain, da Elros fino ad Aragorn. Disperata per la morte dell’amato marito, Melian abbandonò la Terra di Mezzo per raggiungere Aman e con lei svanì la Cintura di protezione del Doriath. Dior, figlio di Beren e Lúthien assunse il comando del regno, ma l’attacco da parte delle schiere di Maedhros ne provocò la distruzione, in quello che venne ricordato come il Secondo Fratricidio tra Elfi. Il popolo Sindar scampato all’attacco, si rifugiò presso le Bocche del Sirion, presso il quale si sarebbero aggiunti, in seguito, i superstiti Noldor della caduta di Gondolin.