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Beleg

Altri nomi:

Cuthalion, Arcoforte

Razza:

Elfi

Nascita:

Sconosciuta

Morte:

489 Prima Era

Famiglia:

Elfi Teleri. Elfi Sindar del Doriath

Caratteristiche fisiche:

Poche informazioni al riguardo

Lingua parlata:

Sindarin

Poteri:

Immortale. Tra i più abili nell’utilizzo dell’arco

Eventi:

 

La Vita Nel Doriath E Le Guerre

Non si hanno molte informazioni circa la nascita di Beleg, ma è probabile sia nato nel Doriath in una data imprecisata degli Anni degli Alberi. Visse sotto il regno di Thingol, di cui fu uno dei massimi punti di riferimento e tra i più grandi guerrieri. Fu nominato dal re “Protettore dei Confini Settentrionali del Doriath”. Era abile come pochi ad utilizzare l’arco, poiché non mancava mai un bersaglio e sapeva, inoltre, maneggiare tutte le armi. Possedeva grandi conoscenze mediche ed era specializzato nel curare le ferite di guerra inflitte dai veleni che gli Orchi erano soliti intingere nelle proprie armi. Insieme a Mablung, partecipò alla Mereth Aderthad, la Festa di Riconciliazione degli Elfi indetta da Fingolfin, in qualità di messaggeri di Thingol. Insieme all’amico Mablung, Beren e Thingol, partecipò alla caccia del Mannaro Carcaroth, dopo che la bestia aveva invaso il Doriath a causa della furia scaturita dal dolore provocato dal Silmaril che aveva ingerito. Beleg partecipò, insieme a Mablung, alla Nirnaeth Arnoediad, ma furono gli unici esponenti della stirpe Sindar, poiché Thingol, dopo che i Figli di Fëanor avevano tentato di rapire la figlia Lúthien, decise di non inviare il proprio esercito in aiuto dell’Alleanza di Maedhros.

 

L’Amicizia Con Túrin

Anni dopo, durante una sua pattuglia, Beleg incontrò Túrin Turambar che vagava nel Doriath e lo condusse a Menegroth, presso cui Thingol lo adottò come un figlio. Beleg e l’uomo diventarono grandi amici negli anni a seguire e l’Elfo gli insegnò tutto la sua conoscenza nell’arte della caccia e del combattimento, portandolo con se nelle missioni per difendere la regione dagli Orchi. In seguito all’accidentale morte di Saeros, Túrin lasciò il Doriath e Beleg ne fu rattristito. Dopo qualche anno, Beleg, sotto consenso di Thingol, andò alla sua ricerca e scoprì che l’uomo faceva parte di una banda di fuorilegge, i Gaurwaith. Questi, quando si trovarono davanti all’Elfo, lo catturarono con l’intento di ucciderlo. Túrin, riconosciuto l’amico, lo liberò e Beleg tentò invano di convincerlo a tornare nel Doriath. Dopo aver consegnato la notizia a Thingol del rifiuto dell’uomo a tornare, il Re donò a Beleg la propria spada, Anglachel, forgiata da Eöl, per accompagnarlo nella sua missione. Raggiunto di nuovo Túrin, Beleg aiutò i fuorilegge negli scontri contro gli Orchi di Morgoth e, grazie alle loro gesta, quella terra divenne nota come ” Dor-Cúarthol”, ovvero la “Terra di Arco e Elmo”, in riferimento alla celebre arma dell’Elfo e al leggendario Elmo-Drago del Dor-lómin dell’uomo.

 

La Morte Di Beleg

Anni dopo, il Nanerottolo Mîm tradì la banda di Túrin rivelando il loro nascondiglio alle forze di Morgoth e, dopo un furioso attacco, tutti i fuorilegge morirono, ad eccezione di Beleg e Turambar. Quest’ultimo venne fatto prigioniero. Beleg, scampato all’attacco, si mise subito sulle tracce dell’amico e durante il tragitto incontrò l’Elfo Gwindor, fuggito dalle segrete di Angband. I due seguirono le tracce degli Orchi e riuscirono a trovare l’uomo, in stato di incoscienza, e uccisero le sentinelle di guardia dell’accampamento grazie all’arco di Beleg. I due Elfi condussero il figlio di Húrin al sicuro e, dopo aver raggiunto un’area lontana, Beleg estrasse la propria spada per tagliare le corde che legavano l’uomo. In tale occasione, disgraziatamente, ferì per sbaglio l’amico, il quale svegliatosi all’improvviso si scagliò contro Beleg pensando fosse il nemico che lo torturava e lo trafisse con la sua stessa spada, che si spezzò dopo l’impatto. Gwindor non riuscì a fermarlo in tempo e così perì Beleg Arcoforte, uno dei guerrieri più abili del Beleriand, ucciso per mano del suo amico più caro. Da quel momento, la spada Anglachel divenne l’arma di Túrin che, dopo averne recuperato i frammenti, la fece forgiare dagli Elfi del Nargothrond e la ribattezzò con il nome di “Gurthang”, ovvero “Ferro di Morte”, divenendo una delle armi più temuta nella Terra di Mezzo. Dopo alcuni anni, l’uomo perì suicidandosi per mezzo della stessa spada con cui aveva ucciso l’amico Beleg.

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