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Re Stregone Di Angmar

Altri nomi:

Nessuno

Razza:

Uomini, Spettri

Nascita:

Sconosciuta, Probabilmente intorno alla metà della Seconda Era

Morte:

3019 Terza Era

Famiglia:

Probabilmente Uomini Dúnedain di Númenor. Dopo: Nazgûl

Caratteristiche fisiche:

Da uomo: Molto alto, occhi grigi. Da Nazgûl: Occhi rossi fiammeggianti, non possedeva forma fisica, mantello e cappuccio nero, sul quale indossò poi la sua corona. Da Spettro visibile nel suo mondo: Pelle bianca, capelli lunghi e bianchi

Lingua parlata:

Adûnaico, Ovestron, Lingua Nera, Probabilmente Sindarin

Poteri:

Grandi poteri di magia nera. Alito Nero. Poteva distruggere le spade con la sua mano. Era immortale, non poteva essere ferito o ucciso da alcun Uomo, a meno ché non si utilizzassero armi incantate contro gli Spettri, come quelle dei Tumuli di Arnor. Lanciò una magia all’ariete Grond per proteggerlo dagli attacchi degli Uomini di Gondor

Eventi:

 

Le Origini Al Servizio Di Sauron

Il Re Stregone di Angmar fu il più potente servitore di Sauron e il capo dei Nazgûl. Servì il suo padrone per migliaia di anni, dalla Seconda Era fino al termine della Terza Era, diventando il luogotenente delle forze di Mordor. Sono incerte le sue origini prima di diventare uno Spettro, ma è probabile che egli fosse uno degli Uomini Dúnedain di Númenor, fuggito nella Terra di Mezzo prima dello sprofondamento dell’isola. Quando Sauron gli diede uno dei Nove Anelli del Potere, lentamente l’uomo ne fu dominato e divenne uno Spettro, schiavo della volontà del suo padrone. Perse la forma corporea ed entrò nel mondo dell’invisibile, acquisendo grandi poteri e l’immortalità. In seguito alla Caduta di Númenor e al ritorno di Sauron a Mordor, egli prese il posto che gli spettava accanto all’Oscuro Signore, aiutandolo nella ricostruzione delle sue armate e del regno di Mordor. Partecipò alla Guerra dell’Ultima Alleanza, sul finire della Seconda Era.

 

La Guerra Contro Arnor E La Residenza A Minas Morgul

Dopo la temporanea sconfitta dell’Oscuro Signore in occasione della Battaglia di Dagorlad, il Re Stregone entrò in uno stato dormiente, insieme agli altri Nazgûl, in attesa che il loro padrone riacquisisse il suo potere, notevolmente diminuito a causa della perdita dell’Unico Anello recuperato da Isildur. Quando Sauron tornò durante la Terza Era, stabilendosi a Dol Guldur, i Nazgûl si risvegliarono e vennero guidati dal Re Stregone, il quale era il più potente tra loro. Nel 1330 Terza Era, questi si stabilì nel nord dell’Eriador e fondò il regno di Angmar. Lo scopo del Re Stregone, come richiesto da Sauron, era quello di distruggere per sempre il regno di Arnor, che in quel periodo storico attraversava tumulti interni e si era diviso in tre piccoli regni: Arthedain, Rhudaur e Cardolan. Il Re Stregone riuscì a plagiare gli Uomini, distruggendo Rhudaur e Cardolan e riuscendo a conquistare anche Fornost, la capitale di Arthedain. Ciò causò la morte di Re Arvedui (ultimo discendente di Isildur), che fu costretto a fuggire e morì tra i ghiacci della Baia di Forochel, segnando la fine della stirpe dei Re della linea di Isildur. Successivamente, il potente Nazgûl fu sconfitto dall’alleanza di Uomini di Gondor e di Elfi del Lindon, guidati da Glorfindel e dal principe Eärnur. Il Re Stregone, messo alle corde, fuggì a cavallo e fu in tale occasione che Glorfindel pronunciò quale sarebbe stato il suo destino: “Mai più Egli ritornerà in queste terre. Ancora molto là di venire è il suo fato, ed egli non cadrà per mano di un uomo“. Da allora, il Regno di Arnor cadde e non fu più ripristinato e la discendenza di Isildur fu tramandata attraverso la stirpe dei Capitani dei Raminghi, da cui discenderà Aragorn. Il servo di Sauron tornò a Mordor, presso cui i Nazgûl si riorganizzarono e anni dopo, in combutta con i Carrieri, lanciarono un attacco a Gondor, durante gli anni della Grande Pestilenza. Gli spettri conquistarono Minas Ithil e la ribattezzarono Minas Morgul, presso cui il Re Stregone di Angmar costruì la sua nuova dimora. Lo spettro lanciò una sfida al Re Eärnur, il quale raggiunse le porte della città dei Nazgûl e non fece più ritorno. Così, si estinse anche la linea dei Re di Gondor discendenti di Anárion, che, da quel momento, fu governata dai Sovrintendenti.

 

La Ricerca Dell’Unico Anello

Durante gli eventi della Guerra dell’Anello, il Re Stregone partecipò alla cerca dell’Unico Anello su ordine di Sauron, che scoprì che l’artefatto si trovava nella Contea. Successivamente, il Re Stregone si diresse verso Isengard per prendere con sé Gandalf, fatto prigioniero da Saruman, ma quando arrivò lo Stregone era già fuggito grazie all’aiuto delle Grandi Aquile. Lungo la strada di ritorno, incontrò Grima Vermilinguo, dal quale ottenne le informazioni che lo Stregone Bianco non aveva voluto dare allo Spettro, ovvero quelle relative alla verità sugli Hobbit ed sul loro legame con l’Anello. I Nazgûl, dopo aver cercato invano gli Hobbit nella Contea, si diressero a Brea, presso cui alloggiavano Frodo ed i suoi amici. Tentarono di rapire Merry, quando quest’ultimo passeggiava fuori dalla Locanda del Puledro Impennato, ma lo Hobbit riuscì a sfuggirgli. Il Re Stregone e gli Spettri raggiunsero i quattro Mezzomini ed Aragorn ad Amon Sul, dove il capo dei nove pugnalò Frodo con una lama Morgul avvelenata e lo infettò con l’Alito Nero. Poco dopo, gli Spettri intercettarono Glorfindel, che voleva portare Frodo in salvo a Gran Burrone ed inseguirono il suo cavallo, Asfaloth, ma, quest’ultimo, grazie alla sua velocità, condusse il Mezzomo in salvo ad Imladris. Presso i Guadi del Bruinen, il Re Stregone spezzò con i suoi poteri la spada di Frodo e poi venne inghiottito dalle acque del fiume insieme agli altri Nazgûl. Il capo dei Nazgûl tornò a Minas Morgul e radunò le sue truppe per prepararsi all’assalto contro Gondor.

 

La Guerra Dell’Anello E La Morte Del Re Stregone Di Angmar

Egli comandò le legioni di Sauron nella battaglia a Minas Tirith, dopo aver conquistato Osgiliath e distrutto il Rammas Echor. Impartì l’ordine agli Orchi di utilizzare Grond, il leggendario ariete da guerra di Mordor, per sfondare le mura di Minas Tirith e potenziò lo strumento con la sua magia nera, finché le porte della città non cedettero. Vicino alle mura della città, il Re Stregone si trovò davanti a Gandalf e alzò la sua spada fiammeggiante contro di lui, ma non vi fu uno scontro, poiché in quel momento arrivarono i Rohirrim in aiuto e il Re Stregone si allontanò, attirato dal suono dei loro corni da guerra. Nella Battaglia dei Campi del Pelennor, il potente Spettro, insieme alla sua Bestia Alata, andò alla carica di Re Théoden, il quale cadde a terra dopo lo scontro. Prima di dare il colpo di grazia all’uomo, arrivò Éowyn, la quale subentrò in difesa del proprio Re e zio. La fanciulla era travestita da soldato di Rohan e il Nazgûl non immaginava potesse essere una donna. Éowyn, dopo aver tolto l’elmo e aver rivelato la sua natura, decapitò la bestia alata e ingaggiò un duello con il Re Stregone. In quel momento, Merry venne in soccorso della dama e pugnalò il Nazgûl alle spalle con la sua spada dei Tumuli (unica arma in grado di recargli danno), ferendolo e permettendo alla dama di Rohan di infilzare con la sua spada il volto invisibile del servo di Sauron, provocandone la morte. Così, si portò a compimento la profezia di Glorfindel, il quale aveva previsto che la fine del Re Stregone di Angmar non sarebbe arrivata per mano di un uomo.

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