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Ephel Brandir E L’Incontro Con Túrin
Brandir nacque nella regione del Brethil, durante la Prima Era. Quando fu bambino, ebbe un grave incidente che gli provocò un problema alla gamba e, da allora, Brandir fu costretto ad utilizzare un bastone per camminare. Per tale ragione, venne ricordato anche come “Brandir Lo Zoppo”. Quando il padre fu ucciso durante uno scontro contro gli Orchi di Melkor, Brandir divenne capo degli Uomini Haladin. Per sfuggire agli attacchi del nemico, l’uomo condusse il suo popolo nella foresta e qui, sul colle di Amon Obel, edificò il villaggio fortificato di Ephel Brandir, che prese il suo nome. Dopo qualche anno, Túrin giunse nel villaggio e fu accolto benevolmente da Brandir, il quale, però, dopo aver compreso le intenzioni dello straniero nel voler imporre la propria politica di guerra contro Morgoth, manifestò dissenso, poiché egli preferiva nascondersi ed evitare il nemico.L’Amore Per Níniel E Il Suicidio Della Fanciulla
Dopo aver trovato Niënor nella foresta, Túrin la condusse ad Ephel Brandir per prestarle soccorso, ma nessuno conosceva la vera identità della fanciulla, neanche lo stesso Turambar, poiché il drago Glaurung aveva lanciato una maledizione sulla figlia di Morwen che le impediva di avere memoria del suo passato, inclusa l’esistenza del fratello. Così, chiamarono la fanciulla Níniel, ovvero “Fanciulla Piangente“. Brandir si innamorò della donna, ma ella non ricambiava i sentimenti, poiché si era innamorata di Túrin ed i due, ignari della loro parentela, si sposarono poco dopo. Túrin, con il tempo, acquisì autorevolezza presso il villaggio degli Haladin, tanto che gli Uomini lo seguivano nelle sue decisioni, come fosse il loro capo. Ma tali scelte condussero Glaurung nel Brethil e la bestia seminò distruzione nella regione. Túrin decise, così, di affrontare il drago e solo due Uomini lo seguirono, Hunthor e Dorlas. Quest’ultimo si prese gioco di Brandir accusandolo di essere un vigliacco per non aver risposto all’appello d’aiuto di Túrin. Brandir consigliò a Niníel di attendere il marito al villaggio, ma la donna non ascoltò i consigli, nonostante fosse incinta, e si diresse a Nen Girith. Brandir, ancora innamorato della fanciulla, decise di seguirla, ma non fece in tempo a raggiungerla, poiché quando arrivò da lei, ella si trovava davanti al drago. Quest’ultimo, morente a causa della ferita riportata dopo lo scontro con Túrin, le rivelò l’atroce verità, ovvero che ella era in realtà Niënor, sorella di Túrin ed il figlio che portava in grembo era il frutto dell’incesto. Brandir, sconvolto dalla rivelazione, tentò invano di calmare la fanciulla, la quale, in preda al dolore, si suicidò gettandosi dalle cascate di Cabed-an-Aras, credendo che il marito e fratello fosse morto, quando in realtà era svenuto a causa della tossicità del sangue del drago.La Morte Di Brandir Per Mano Di Túrin
Nel tragitto di ritorno verso il villaggio, Brandir incontrò Dorlas, che era precedentemente fuggito lasciando Túrin e Hunthor ad affrontare Glaurung e, rendendosi conto che tale gesto fu causa della morte della sua amata, affrontò l’uomo in duello e lo uccise abilmente, nonostante i suoi limiti fisici. Brandir, ritornato ad Ephel Brandir per raccontare i fatti, rimase sbigottito nel constatare che Túrin fosse vivo e li presente, poiché anch’egli lo aveva creduto morto. Brandir fu, così, costretto a raccontare la verità all’eroe, ma Túrin non credette alle sue parole e diede all’uomo del bugiardo, uccidendolo, subito dopo, con la sua spada, Gurthang. Successivamente, mentre viaggiava per la foresta, Túrin incontrò il suo vecchio compagno Elfo Mablung, il quale confermò il racconto di Brandir. Sconvolto dalle sue azioni ingiuste e per non aver creduto a ciò che gli fu detto dall’uomo, a cui aveva tolto la vita, Túrin decise di suicidarsi per ripagare il sangue di tutti gli innocenti uccisi a causa sua, tra cui il povero Brandir.