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L’Incontro Con Aragorn E Il Matrimonio Con Finduilas
Fin da giovane, Denethor II soffrì molto le attenzioni del padre nei confronti di Thorongil (Aragorn), contro cui iniziò ad alimentare un certo disprezzo, avendo intuito il vero lignaggio del Ramingo e che fosse destinato a salire sul Trono di Gondor al suo posto. Aragorn, però, dopo aver completato alcune missioni affidategli da Ecthelion, decise di partire e questo tranquillizzò per un pò Denethor. Fin da giovane, fu un grande studioso delle tradizioni di Nùmenor e di Gondor, con una particolare attenzione alla ricerca di informazioni sui Palantìri. All’età di 39 anni, si unì in matrimonio con Finduilas di Dol Amroth, figlia del Principe Adrahil (Signore di Dol Amroth), dalla cui Casata i Sovrintendenti di Gondor erano soliti scegliere per tradizione le proprie spose, in virtù della purezza del loro sangue Numenoreano. Dopo soli 12 anni dal matrimonio, Finduilas morì e Denethor soffrì molto per tale perdita e ciò lo portò ad intensificare i suoi studi di ricerca chiuso nella Torre Bianca di Minas Tirith. Alla morte di Ecthelion, ereditò il trono di Sovrintendente di Gondor e si dimostrò fin da subito un capo rigido, ma ben rispettato.La Missione Di Boromir A Gran Burrone
Denethor iniziò ad utilizzare il Palantír, il cui potere era legato a quello in possesso di Sauron e ciò causò nell’uomo un crollo emotivo e fisiologico, poiché, nonostante egli resistette al tentativo di dominio dell’Oscuro Sire, dovette pagarne il prezzo vedendosi consumata la propria vitalità. Alla lunga, ciò lo portò a prendere le sembianze di un vecchio, nonostante fosse ancora in vigore e lo condusse alla pazzia. Conscio del grande potere di Sauron e dell’imminente attacco a Gondor, Denethor fece rinforzare le mura di Rammas Echor presso i Campi del Pelennor, per meglio resistere ai futuri attacchi del nemico. Faramir e Boromir fecero numerosi sogni in cui gli veniva predetto di doversi recare ad Imladris e che “Il Flagello di Isildur” si era risvegliato. I due fratelli rivelarono tutto al padre, il quale, allarmatosi, decise di inviare subito suo figlio Boromir a Gran Burrone, poiché temeva che Faramir, in virtù della sua amicizia con Gandalf, si sarebbe fatto influenzare dallo Stregone. In realtà, è probabile che, con tale decisione, Denethor abbia cambiato il corso degli eventi, poiché Faramir avrebbe saputo gestire meglio la situazione, grazie al suo animo nobile e Boromir, probabilmente, non sarebbe morto. Il corpo di quest’ultimo fu trovato da Faramir, presso l’Ithilien, adagiato su una barca elfica, giunto dopo aver attraversato l’Anduin. Non appena appresa la notizia della morte del figlio, Denethor divenne ancora più scontroso e la sua follia cominciò a dilagare.L’Arrivo Di Gandalf E La Follia Contro Faramir
Gandalf giunse a Minas Tirith insieme a Pipino e, nonostante avesse recato i propri consigli, fu accolto bruscamente dal Sovrintendente, il quale gli mosse numerose accuse e volle che Pipino, nei confronti del quale provava curiosità, prestasse servizio presso di lui come pagamento del debito della morte di Boromir, causata dalle vicende legate alla Compagnia dell’Anello. Essendo venuto a conoscenza del fatto che Faramir avesse lasciato andare Frodo e Sam nell’Ithilien, Denethor si infuriò accusando Faramir di mancanza di lealtà, poiché avrebbe dovuto portare l’Unico Anello a Gondor che, a suo avviso, avrebbe sfruttato il suo potere traendone beneficio. Nonostante Osgiliath fosse stata invasa dalle truppe di Mordor, Denethor mandò Faramir per cercare di riconquistare la città e il Capitano di Gondor, anche se resistette valorosamente per un giorno insieme alle sue truppe, alla fine si dovette piegare alla schiacciante superiorità numerica del nemico. In tale occasione, Faramir venne colpito da una freccia avvelenata e solo grazie all’intervento del Principe Imrahil e dei Cavalieri di Dol Amroth, il figlio di Denethor venne portato in salvo a Minas Tirith. Dopo aver visto il figlio in fin di vita, solo allora il Sovrintendente si accorse di volergli bene e tale visione fece scattare la scintilla finale della sua follia mentale. Completamente in preda alla disperazione, Denethor si rifiutò di difendere la città dall’assedio di Mordor e dopo aver liberato Pipino dal giuramento di fedeltà, ordinò alle sue guardie di condurre il corpo ferito di Faramir nelle Case dei Re e di preparare un rogo, dove entrambi avrebbero trovato la morte. Pipino, accortosi della follia del Sovrintendente, si precipitò, insieme a Gandalf e Beregond, per fermare Denethor, il quale, messo alle corde, tentò di pugnalare il figlio, che venne prontamente allontanato e messo in salvo. Prima che Gandalf potesse intervenire, Denethor prese una torcia e la gettò nella pira, dandosi alle fiamme insieme al Palantír. Prima di morire, come raccontato da Gandalf, successivamente, il Sovrintendente si pronunciò così: ” Trionferete forse per un giorno sui campi del Pelennor, ma contro il Potere che è sorto non vi è vittoria” (il Signore Degli Anelli – J.R.R. Tolkien). Dopo la sconfitta di Sauron, Aragorn venne incoronato Re e Gondor tornò ad avere un sovrano, un evento che non accadeva dai tempi di Eärnur, ultimo Re del regno e la cui scomparsa avvenne più di mille anni prima.