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I Primi Viaggi Verso La Terra Di Mezzo
Aldarion nacque a Númenor da Meneldur e Almarian. Da ragazzo, partecipò ad alcune missioni per mare verso la Terra di Mezzo, su invito del nonno materno Vëantur, Capitano della flotta di Númenor, da cui apprese l’arte della navigazione e l’amore per il mare. Il Re Meneldur, avrebbe voluto che suo figlio trascorresse maggior tempo sull’Isola per poter creare la propria famiglia e garantire i futuri eredi al trono, ma Aldarion venne sempre attratto dal mare e ciò lo portava a partire continuamente. Egli fu tra i primi Numenoreani ad allacciare rapporti stretti con Gil-galad e Círdan Il Carpentiere, con i quali scambiava legname pregiato in cambio di conoscenze in ambito militare e navale. Gil-galad scrisse una lettera che consegnò ad Aldarion, chiedendo all’uomo di affidarla a suo padre Meneldil, per avvertirlo della crescente minaccia di Sauron. Il Re Supremo dei Noldor della Terra di Mezzo, infatti, intendeva allacciare rapporti con gli Uomini dell’Ovesturia, intuendo che l’amicizia con Aldarion avrebbe potuto portare Númenor ad intervenire in caso di bisogno. Questo gesto segnò l’inizio di una collaborazione a lungo termine, anche se Meneldur fu meno entusiasta di tali legami. Aldarion, invece, rafforzò i contatti, sapendo che il futuro di Númenor e della Terra di Mezzo era destinato a intrecciarsi. Con il tempo, Meneldur, constatando il reale pericolo dell’ascesa di Sauron, iniziò a comprendere che avrebbe dovuto lasciare in anticipo il trono al figlio, il quale aveva maggiore esperienza sugli eventi relativi alla Terra di Mezzo. Aldarion fu il creatore della Gilda degli Avventurieri (la cui nave era Eämbar), un gruppo di esploratori della Terra di Mezzo che venerava la Maia del mare Uinen. Egli fu anche il fondatore della prima grande città portuale dei Dúnedain nella Terra di Mezzo, Vinyalondë.L’Unione Con Erendis E La Successione Al Trono
Per andare incontro alle richieste del padre, Aldarion sposò una donna di nome Erendis, della quale si innamorò, ma ella non apparteneva all’alta nobiltà di Númenor e questo faceva sì che possedesse una durata di vita inferiore ai discendenti della Casa di Elros. Anche se all’inizio fu un matrimonio felice, dopo la nascita della figlia Ancalimë, il rapporto tra Aldarion ed Erendis peggiorò e i due si ritrovarono sempre più distanti, uno a viaggiare continuamente per mare e l’altra a vivere ritirata nella sua tenuta di campagna, insieme alla figlia. Erendis, infatti, non amava il mare, ma preferiva la sua terra e, nonostante l’invito del marito nel prendere parte alle sue avventure, ella non riuscì mai a lasciare Númenor. Aldarion, al contrario, sentiva un bisogno continuo di veleggiare e di esplorare le vaste acque che circondavano l’isola. Ciò lo portò a rimanere molti anni lontano dalla sua terra e causò il distacco tra i due sposi. Una volta salito al trono, Tar-Aldarion, consapevole del fatto che la legge non prevedeva un erede al trono di sesso femminile, decise di cambiare tutto, emanandone una nuova che si basasse sul diritto di successione del primogenito, che avrebbe regnato a prescindere dal sesso, ma avrebbe dovuto sposare un membro della stirpe di Elros. Ciò accadde in seguito al trauma che l’uomo maturò a causa del fallimento del proprio matrimonio con Erendis, la cui vita era inferiore alla sua e questo portò la donna ad alimentare astio per le scelte dello sposo relative ai viaggi, poiché ella lo credeva egoista e incurante di volere trascorrere più tempo con lei. La figlia fu, così, nominata erede al trono e, successivamente, sarebbe diventata la prima regina di Númenor, con il nome di Tar-Ancalimë. Quando Erendis morì, Aldarion ebbe un duro colpo e realizzò i propri errori, poiché egli aveva amato sua moglie, nonostante le tensioni e le difficoltà vissute. Celebre fu la frase che Aldarion pronunciò quando ricevette lo scettro di Númenor dal padre: ” Mi siano testimoni i Valar, che avrei preferito questo: una bella regina che mi frustri e mi schernisca piuttosto che la libertà di governare mentre dama Elestirnë si spegneva nel suo crepuscolo” (I Racconti Incompiuti – J.R.R. Tolkien).