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La Persecuzione Degli Elendili
Appartenente alla schiera degli Uomini del Re, Gimilzôr caratterizzò il suo regno attraverso una politica particolarmente devota alla persecuzione degli Elendili (o Fedeli), i quali furono obbligati a trasferirsi a Rómenna (anche se ciò, in realtà, li avrebbe facilitati nella fuga durante lo sprofondamento dell’isola). Alcuni, dopo le persecuzioni fuggirono nella Terra di Mezzo. Egli proibì severamente l’uso delle lingue elfiche a Númenor e ordinò il divieto di ingresso di qualsiasi nave elfica che venisse da Tol Eressëa. Nonostante la sua ripugnanza verso i Fedeli, Ar-Gimilzôr sposò Inzilbêth, figlia dei Signori di Andúnië, da cui ebbe due figli: Inziladún (poi noto come Tar-Palantir) che crebbe seguendo le dottrine dei fedeli della madre e Gimilkhâd (padre di Ar-Pharazôn), il quale fu un feroce sostenitore della politica del padre.La Morte Di Ar-Gimilzôr E La Successione
Il matrimonio tra i due fu, probabilmente, guidato da un espediente strategico da parte del Re, poiché in virtù del fatto che la vita dei Numenoreani era, ormai, praticamente dimezzata, sperava che sposando una fedele avrebbe potuto generare degli eredi in grado di ripristinare parte dell’antico dono dei Valar, poiché i Signori di Andúnië erano rimasti tra i pochi ad avere ancora una durata della vita più lunga. Alla sua morte, salì al trono il figlio primogenito Tar-Palantir, anche se probabilmente Gimilzôr avrebbe voluto vedere al suo posto il secondogenito, più vicino alle proprie idee, ma non fece in tempo a modificare le leggi di successione prima della sua morte.